Ma con chi l’Europa riuscirà ancora a commerciare? L’Unione europea si accinge a varare sanzioni per punire la Bielorussia e l’Iran. Si tratta in realtà di ulteriori sanzioni, visto che alcune sono già in vigore. Questi Paesi, dice l’Ue, forniscono appoggio militare alla Russia contro l’Ucraina. L’Iran le vende i droni. La Bielorussia, al momento, è (solo) sua alleata.
L’annuncio delle punizioni in arrivo per Bielorussia e Iran è venuto ieri, martedì 10 gennaio 2023, dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Lo ha dato durante la conferenza stampa per la dichiarazione congiunta di cooperazione fra Ue e Nato che praticamente trasforma tutti gli Stati Ue in membri della Nato: anche quelli che ufficialmente non lo sono.
Per limitarsi alla Bielorussia, che condivide con l’Ue buona parte dei confini, le ulteriori sanzioni non potranno che gettarla ulteriormente fra le braccia della Russia. Magari si deciderà a entrare in guerra al fianco della Russia in Ucraina. Al contrario, l’offerta alla Bielorussia di affari con l’Europa avrebbe contribuito ad allontanarla dalla Russia. I cosiddetti decisori europei non possono essere così sciocchi da non saperlo.
Dunque essi si adoperano per creare muri e conflitti: non ponti. Inoltre evidentemente non vogliono evitare un allargamento della guerra, che – entrata la Bielorussia – potrebbe ulteriormente estendersi a macchia d’olio. Peraltro, allo stato attuale dei fatti, uno scenario del genere costituisce per l’Ucraina l’unica speranza di evitare la sconfitta.
Ma ecco, innanzitutto, la carta geografica dei Paesi ai quali l’Unione Europea sta imponendo sanzioni. Con chi è ancora possibile commerciare? Fra i Paesi sanzionati c’è praticamente mezzo mondo e c’è perfino l’Ucraina. Quest’ultima, tuttavia, compare nella mappa solo in riferimento alla Crimea. L’Ue la considera parte dell’Ucraina anche dopo il referendum del 2014 che ha deciso l’annessione alla Russia.

Tutte le sanzioni Ue derivano ufficialmente da nobilissimi motivi, primo fra tutti il fatto che i Paesi sanzionati non rispettano i diritti umani e la democrazia. Come stanno i diritti umani e la democrazia in Paesi non sanzionati tipo l’Arabia Saudita? Esempi del genere dimostrano come i nobilissimi motivi siano per l’Ue i fiori che adornano le catene, le fruste e i bastoni con i quali cerca di piegare il resto del mondo alla volontà del blocco occidentale. Ma transeat, come dicevano gli antichi. Veniamo alla Bielorussia.
Ancora nel 2021, l’Unione europea era il secondo partner commerciale della Bielorussia. Il 20% degli scambi commerciali della Bielorussia avveniva con l’Ue. Alcune sanzioni erano però già in vigore, soprattutto perché l’Ue non aveva digerito la conferma elettorale di Lukashenko.
Sanzioni più dure sono arrivate nel giugno 2022. Comprendono anche il divieto di acquistare dalla Bielorussia la potassa, un ingrediente dei fertilizzanti che all’agricoltura europea servirebbe come il pane. Il loro impatto non è ancora quantificato ma è presumibilmente notevole. Ora, dice Ursula von der Leyen, è in arrivo un altro round.
Le nuove sanzioni equivarranno verosimilmente alla rottura quasi completa dei residui ponti commerciali con la Bielorussia. Ovvero, guerra commerciale e tentativo di strangolamento economico. Dopo questo, quali remore avrà ancora la Bielorussia ad offrire il suo esercito e il suo territorio alle operazioni militari della Russia?
GIULIA BURGAZZI

















