L’equilibrio già precario dell’Unione Europea, rovinato in maniera forse irreparabile dagli ultimi due anni di saga pandemica e finanziaria, è stato messo ancora più a dura prova proprio con la morte del presidente del parlamento europeo David Sassoli avvenuta nei giorni scorsi.

La posizione  vacante è tuttavia rimasta tale per molto poco tempo, dal momento che dopo ben 458 voti a favore e quindi con una larghissima maggioranza, la scelta è ricaduta sulla maltese Roberta Metsola già esponente del PPE, la quale si è prontamente dichiarata a favore della continuazione delle politiche e dell’eredità lasciate da David Sassoli. Nel suo discorso di inaugurazione, ha parlato ampiamente della disinformazione che secondo la donna alimenterebbe i nazionalismi, invece di spingere la società ad una maggiore coesione e alla compattezza che in questo momento sarebbero necessari per uscire dalla crisi.

Da una sua breve presentazione, la Metsola si descrive così “molto favorevole all’immigrazione, all’asilo politico, all’eguaglianza di genere, alla difesa dei diritti dell’area LGBT, fortemente europeista, fortemente progressista, improntata all’azione concreta nel sociale per la difesa del programma“.

Aborto libero, difesa strenua della narrativa europeista, immigrazione facile: ma dov’è che abbiamo già sentito parlare di questi temi? Questi sono gli argomenti prediletti di tutti coloro che difendono l’agenda globalista e in primis di quell’Open Society legata a George Soros. E e infatti ce la ritroviamo, se appena appena scaviamo non solo nel curriculum della Metsola, ma anche nelle sue frequentazioni.

Nello stesso documento di presentazione, infatti, si legge che la Metsola, lungi dall’essere una giovane  improvvisata capitata a Bruxelles per caso, è da sempre la consulente legale di un altro nome molto importante del panorama internazionale, la baronessa Catherine Ashton,  una nota politica britannica che se nel 2006 fu nominata dalla Regina Elisabetta come membro del suo consiglio privato, dal 2009 al 2014 ha poi ricoperto l’incarico di Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea.

Fu proprio in questo frangente che la Ashton collaborò con l’allora segretario di stato USA Hillary Clinton. La Clinton utilizzò questo aggancio europeo per mettere le mani sulla situazione in Libia, poi sui Balcani e infine anche in Ucraina, cercando in ogni modo possibile di trovare accoliti da aggiungere alla sua lista di governance mondiale.

Incredibile, o forse no,  che la candidatura di una dichiarata globalista  sia stata appoggiata dalla Lega ad esempio, un’area politica che da sempre si batte contro l’immigrazione e si è guadagnata le simpatie degli elettori più conservatori. O almeno sulla carta avrebbe dovuto.

Questi “ritrovati” equilibri, tuttavia, al netto della sorpresa iniziale, sono tutt’altro che nuovi, dato che secondo un documento uscito qualche tempo, la Open Society Foundation ha fornito una lista ufficiale di figure all’interno delle istituzioni europee che sono apertamente simpatizzanti delle politiche di Soros.  Nella lista figurano nomi di presidenti,  di vicepresidenti di commissioni e di coordinatori, per un numero totale di ben 226 figure tra i membri dell’organo istituzionale di Bruxelles, compresa ovviamente Roberta Metsola.

Ricapitolando, quindi ci troviamo con le istituzioni europee che apertamente trasudano globalismo,  un documento che nomina uno ad uno tutti quelli che più o meno velatamente seguono i dettami di Soros, ovvero sono Soros friendly, e infine il nuovo presidente del parlamento europeo è nella lista.

Una strada che può spiegare queste ultime mosse: si sta tentando con ogni arma possibile un salvataggio in extremis dell’Europa mentre c’è già chi abbandona la nave come Polonia e Ungheria. Riuscirà il collante Soros a tenerli insieme?

MARTINA GIUNTOLI

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