Quel Presidente che per gli Usa sta diventando un peso sullo stomaco

Il presidente degli Stati Uniti emulo di Joseph Pujol, l’ “artista” francese noto come il Petomane? I tabloid inglesi hanno riportato un imbarazzante episodio che vede protagonista Joe Biden alla corte della Regina d’Inghilterra. Camilla Parker-Bowles sarebbe ancora sconvolta da una prolungata e rumorosa flatulenza di Mister President

Ma è trapelato anche di peggio: durante l’Incontro con Papa Francesco in Vaticano Joe Biden se la sarebbe addirittura fatta addosso. Scene che sembrano tratte da una commediaccia di serie Zeta dei Vanzina è invece la realtà. Ed è solo l’apice delle disavventure di questo presidente che ricorda, e non solo fisicamente, un personaggio di Leslie Nielsen: abbiamo avuto anche le tre cadute mentre saliva la scaletta dell’Air Force One. Ma il nostro eroe era già noto da prima per le sue gaffes e ci sono siti che ne fanno raccolta.

Il presidente degli Stati Uniti è, se non l’uomo più potente del mondo, uno dei più potenti. Se l’America è ridimensionata da un certo declino e dall’emergere di Russia e soprattutto Cina, nondimeno resta una delle tre nazioni più potenti del mondo, l’equivalente moderno dell’Impero Romano. Possibile che l’Impero, sia pur in declino, abbia scelto come “Cesare” un simile personaggio che sta diventando per il suo Paese un continuo danno d’immagine?

Roma ebbe un imperatore considerato idiota che, per molti aspetti, ricordava Biden: Claudio. Anziano, balbuziente, zoppicante, pieno di tic e manipolato dalle mogli, Claudio era considerato un idiota dalla stessa madre. Però era anche un uomo colto, che sapeva l’etrusco e il punico, e alla prova dei fatti si dimostrò un buon imperatore e conquistò la Britannia che nemmeno Giulio Cesare era stato in grado di pacificare. Biden non è nulla di tutto questo e, anzi, l’unica impresa bellica nel quale si è trovato coinvolto si è risolta in una delle più epocali disfatte della storia americana. Senza contare le indagini dell’FBI che stanno rapidamente arrivando a lui.

Un presidente americano che se la fa addosso è un’immagine sconfortante, che può indurre umana pietà ma anche essere ridicola. E nessuna arma è più terribile del ridicolo per mettere KO non solo un individuo, ma la Nazione che rappresenta, soprattutto se la nazione in questione è potente e odiata per la sua potenza e il suo imperialismo, soprattutto se questa nazione sino a ieri era percepita come invincibile. E questo gli americani lo sentono: infatti secondo un sondaggio della clintoniana CNN solo il 15 per cento degli americani sostiene Biden. L’americano, abituato a essere il re del mondo, non può sopportare l’umiliazione del presidente che se la fa nei pantaloni davanti al Papa o emette peti davanti alla Regina. E qui si pone la domanda: perché Biden?

Davvero il Partito Democratico non aveva candidati migliori da opporre a Trump? C’era Sanders, che tanto piaceva ai giovani, ma era troppo “di sinistra”. C’era Tulsi Gabbard, donna e appartenente ad una minoranza etnica, ma era considerata di idee troppo “trumpiane”. Si era scelto il candidato centrista che non spaventasse l’elettorato moderato, secondo alcuni analisti per poi permettere lo switch con Kamala Harris. Se questo è stato il calcolo, è stato davvero un calcolo fatto male visto che da un sondaggio di questi giorni la Harris risulta la vicepresidente meno popolare dell’ultimo mezzo secolo.

Biden non è il tramonto dell’America, come molti credono: è il tramonto dell’obamismo. La nuova era americana iniziata dal deludente primo presidente afroamericano della Storia del quale Biden fu il vice, l’epoca del “change” e di “Yes we can”: la sconfitta democratica in Virginia, stato tradizionalmente blu, è un segnale chiaro e netto di quelle chje saranno le elezioni di midterm.

Thomas Stearn Eliot, il grande poeta americano naturalizzato britannico, scriveva: “Così finisce il mondo, non in un baccano, ma in un piagnisteo”. Noi possiamo dire che il sogno obamiano non finisce con la deflagrazione di una bomba sulla Russia o sulla Siria, come pensavamo, ma con una scorreggia nei pantaloni presidenziali.

ANDREA SARTORI

Visione TV

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