Hunter Biden indagato dall’FBI: la cosa si fa seria anche per il Presidente

impeaQuando arrivano i Federali c’é da aver paura. Anche se sei il presidente degli Stati Uniti d’America. Secondo un rapporto pubblicato lo scorso martedì il presidente Biden potrebbe essere coinvolto nelle indagini dell’FBI sulle finanze del figlio Hunter. E questo a partire dal celebre laptop di Hunter e dalle mail ottenute dal DailyMail.com tra Hunter e il suo partner Eric Schwerin che proverebbero come “Sleepy Joe” e il figlio avessero conti condivisi e si pagassero i rispettivi conti.

Le famose mail provano come Schwerin stesse lavorando sulle tasse del presidente. Si parla anche di richieste di contratto per un libro dell’allora vice-presidente di Obama e la donazione di carte di Joe all’Università del Delaware.

Un ex procuratore dell’FBI esperto nel riciclaggio di denaro sporco lo dice chiaramente: lo scambio di denaro tra Hunter il padre renderebbe inevitabilmente il presidente un bersaglio delle investigazioni dei Federali.

La materia fiscale è una questione delicatissima negli Stati Uniti, e ben sappiamo come l’evasione fiscale sia considerato un crimine fra i peggiori: Al Capone, il temutissimo gangster, venne condannato per evasione fiscale in mancanza di prove schiaccianti riguardo i suoi delitti. E la frode fiscale è anche il mezzo col quale i democratici ancora oggi cercano di far fuori l’ex presidente Trump

Tra i vari utilizzi di quei soldi sporchi vi sarebbe anche quelli usati dal figlio del presidente per pagare una prostituta protagonista di un video ripescato sempre dal DailyMail: in quel video imbarazzante in epoca di #metoo e politicamente corretto promosso principalmente proprio dai demi, il rampollo della famiglia presidenziale raccontava alla donna come, in stato di semi-incoscienza, si sarebbe lasciato rubare un altro computer da un paio di spacciatori russi (altro che gli hacker russi amici di Trump. I Biden dai russi prendevano la droga).

Se queste indagini dovessero rivelarsi reali, Biden potrebbe dover fronteggiare una richiesta di impeachment o doversi dimettere come Richard Nixon.

Gli affari della famiglia Biden stanno emergendo: la notizia del fatto che “Sleepy Joe” sia coinvolto in indagini federali è un tassello che si va ad aggiungere a quello del caso editoriale The Bidens: Inside the First Family’s Fifty Years Rise to Power del giornalista Ben Schrekinger corrispndente nazionale del sito Politico che inizialmenye aveva bollato come fake news messe in giro dalla disinformatja russa le notizie riguardo le mail di Hunter Biden.

Ora assistiamo non solo ad un cambio di narrazione su Joe Biden, azzoppato dal disastro afghano e ora anche dalla ribellione di alcuni governatori, segnatamente quelli del Texas e dell’Arizona, ma si cominciano a prospettare azioni serie sul presidente, sinora solo sfiorato dagli scandali del figlio immanicato in affari sporchi con società ucraine e addirittura col Partito Comunista Cinese.

Certamente non sarà semplice per i Federali arrivare alla Sala Ovale: Biden, per quanto debole, non è solo il presidente degli Stati Uniti, ma è anche un democratico e, per via dell’esportazione della teoria dell’egemonia gramsciana in America, il DNC oggi ha in mano tutti i centri nevralgici del potere.

“Ovviamente per parlare al presidente devi avere una fottuta buona ragione per farlo” dice l’ex procuratore federale, lasciando intendere che non sarà comunque facile.

Ma il vento pare essere cambiato, e la questione diventata dannatamente seria. Biden inoltre, smessi gli abiti del nonnetto buono d’America, sta mostrando un volto aggressivo. Ma paiono i sussulti della belva ferita: l’amministrazione Biden rischia realmente, nonostante tutto, di non mangiare il panettone.

ANDREA SARTORI

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