Pino Cabras, parlamentare de "L'Alternativa C'è", denuncia in Aula tutte le menzogne, le incongruenze e le prevaricazioni di un governo che si è fatto dittatura. "Finitela di usare la paura come metodo per addomesticare le masse"

Pino Cabras, parlamentare de "L'Alternativa C'è", ha sollevato un acceso dibattito in Aula, denunciando le menzogne e le incongruenze di un governo definito da lui stesso come dittatoriale. La sua critica si concentra sull'uso della paura come strumento di controllo sociale, in particolare attraverso la promozione di una "cultura ossessiva della sicurezza". Cabras richiama l'attenzione su un discorso pronunciato dal presidente croato Zoran Milanović, il quale ha messo in discussione la narrazione dominante sui vaccini e sul Covid-19, affermando che è "folle" sostenere una simile cultura della sicurezza.
Secondo Cabras, l'approccio del governo italiano, guidato da Mario Draghi, si distingue per la sua rigidità e per l'imposizione di misure restrittive senza precedenti. La critica si estende al Green Pass, considerato un "sistema di estorsione" che limita le libertà personali e crea un clima di paura tra i cittadini. Cabras evidenzia come, mentre altri paesi europei abbiano scelto di gestire la pandemia con un approccio più equilibrato, l'Italia si sia spinta verso misure che trasformano la vita quotidiana in una serie di controlli e limitazioni.
Il parlamentare sottolinea che l'ossessione per la sicurezza ha portato a una gestione della pandemia caratterizzata da una comunicazione allarmistica e da una mancanza di fiducia nei cittadini. Cabras accusa il governo di voler mantenere un popolo impaurito e passivo, pronto a obbedire a direttive che compromettono la democrazia e le libertà civili. La sua denuncia si estende anche alla questione economica, con l'accusa che le politiche attuate favoriscano pochi a scapito di molti, creando un clima di austerità mascherato.
In questo contesto, Cabras chiede un ritorno alla razionalità e alla scienza, criticando il "maccartismo" che ha caratterizzato la gestione della crisi sanitaria in Italia. Egli sostiene che esista un mondo al di fuori della bolla italiana, in cui le restrizioni non sono così severe e le libertà civili sono rispettate. La sua posizione si pone quindi come un appello a costruire un'alternativa a quello che definisce un governo della catastrofe, invitando alla riflessione su come la gestione della pandemia possa e debba essere affrontata in modo diverso.
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