Non molto tempo è trascorso da quando i Gates hanno dato l’annuncio del loro divorzio, ma non vi immaginate ex coniugi compassionevoli e orientati al perdono, piuttosto visualizzate polpette avvelenate gettate nei talk show per annientare l’avversario e salvarsi la pelle. Questo è esattamente il caso di Melinda Gates, la quale, dopo la separazione dello scorso anno dal filantropissimo ex marito Bill, ha cominciato a vuotare il sacco sui suoi vizietti in diretta tv.

Melinda ha dichiarato pubblicamente che, nonostante avesse dedicato tutta se stessa al passato matrimonio, con angelica devozione e con un impegno senza pari,  fosse però arrivata ad un punto in cui vari fattori  non meglio specificati l’hanno poi  spinta a distaccarsi  con immenso dolore dall’uomo con cui ha condiviso ben 27 anni della sua vita e le tante battaglie umanitarie che ormai tutti conosciamo.

La ex Gates ha inoltre raccontato che, come sempre accade nei matrimoni, non fosse a  conoscenza di ogni singolo aspetto della vita del  marito, e che però quando ha provato a forzare quel muro che nascondeva la parte più nascosta di Bill al mondo e a sé,   si è  ritrovata a dover vivere un incubo da cui ha poi faticato anni per uscire.

Quell’incubo di cui parla la ex-Gates, ora ritornata French, non è la relazione (o relazioni?) extraconiugale per la quale lei dichiara fosse  prontissima a perdonarlo,  ma niente meno che Jeffrey Epstein, il noto defunto pedofilo di cui  Melinda racconta durante l‘intervista alla CBS e che definisce letteralmente l’essere più aberrante che abbia mai conosciuto, addirittura peggiore del demonio in persona”.

La French si mostra molto provata davanti alla conduttrice di CBS MORNING e dichiara “sono una donna matura io, mi so difendere, ma mi sento malissimo al pensiero di tutte quelle ragazze giovani che ora stanno raccontando pubblicamente quello che hanno passato”.

Bill Gates, come è noto, compare molto spesso  nelle liste passeggeri del Lolita Express, uno dei jet privati di Jeffrey Epstein. Si legge infatti nei documenti che il magnate era solito recarsi sull’isola in nutrita compagnia di altri esponenti dell’establishment politico e pure con una certa frequenza. Non cosa da sottovalutare, i due, Gates ed Epstein,  erano anche amici piuttosto stretti, ed era facile trovarli insieme a feste private o ad eventi pubblici, immortalati poi in foto o video che hanno fatto e stanno ancora facendo il giro del web.

C’è però una domanda da porsi: ma che bisogno ha  Melinda French Gates di andare in tv a raccontare queste vicende? Non potrebbe semplicemente lasciarle alle aule di tribunale o a coloro che stanno investigando? Ha forse bisogno di visibilità e di un cachet da qualche migliaio di dollari dai network americani?

Un interessante punto di vista a questo proposito lo fornisce Alex Jones in un pezzo tratto da Info Wars. Jones racconta che esistono crimini e crimini. “Esiste chi corrompe, chi ruba, chi uccide, chi molesta i bambini e chi fa tutte queste cose insieme. Ma mentre per tutti i reati si può giocare con la giustizia, nessun giudice serio ti permetterebbe di scansarti la pena che ti meriti se si tratta di bambini. Più passa il tempo, più la French si rende conto che sarà molto difficile dimostrare che lei non fosse a conoscenza di quello che avveniva in casa Gates, o dei rapporti molto stretti anche finanziari tra Gates ed Epstein.”

Questa spiegazione è assolutamente plausibile, più passa il tempo, più si fanno chiare le profonde connessioni tra i due, più è difficile pensare che lei non  fosse a conoscenza di quello che i due facevano o su cosa investivano o di quali favori si scambiassero. Lo stesso Jones suggerisce che Melinda fosse persino amica della Maxwell. Quindi cosa le rimane da  fare?

Negare, negare e ancora negare. Anche se tra le tante menzogne almeno una verità è uscita dalla sua bocca. Quella su Epstein: un essere mandato dal demonio.

MARTINA GIUNTOLI

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