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Speciali17 Settembre 2021

Mel Gibson: “Viganò ha ragione. La Chiesa di Roma è sabotata dall’interno”

Il grande regista Mel Gibson, autore di capolavori come "La Passione di Cristo, si schiera con forza al fianco di Mons. Viganò, denunciando la pavidità di un clero silente di fronte all'opera demolitrice di Bergoglio. "Viganò ha ragione. La radice dei problemi è rappresentata dal Concilio Vaticano II. Non ci arrenderemo mai perché sappiamo che le porte degli inferi non prevarranno"

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Mel Gibson esprime il suo sostegno a Mons. Viganò, denunciando la passività del clero. Critica la riforma del Vaticano II come causa dei problemi attuali della Chiesa, affermando che la vera fede prevarrà nonostante le ingiustizie.

Il regista Mel Gibson ha espresso un sostegno deciso a Mons. Viganò, sostenendo che la Chiesa di Roma sia attualmente oggetto di un sabotaggio interno. Secondo Gibson, il problema principale risiederebbe nella riforma del Concilio Vaticano II, che avrebbe, a suo avviso, minato le fondamenta della Chiesa. La denuncia della "pavidità" del clero, che non reagirebbe adeguatamente alle sfide poste dalla leadership di Papa Francesco, è un tema centrale nel discorso di Gibson. Egli sottolinea come molti sacerdoti siano stati allontanati non per motivi di cattiva condotta, ma per aver mantenuto posizioni ortodosse, evidenziando un clima di repressione all'interno della gerarchia ecclesiastica.

Gibson descrive una Chiesa in difficoltà, dove i vescovi, piuttosto che difendere i principi tradizionali, sembrerebbero tollerare e persino promuovere "ogni genere di assurdità". La sua critica si estende a un sistema che, a suo dire, premia la conformità e punisce chi cerca di mantenere la vera dottrina cristiana. La figura di Mons. Viganò emerge come simbolo di resistenza, il quale, secondo Gibson, ha messo in luce le problematiche interne alla Chiesa, parlando di una "chiesa parallela" che cerca di sovrapporsi a quella autentica.

La posizione di Gibson si inserisce in un dibattito più ampio riguardante il futuro della Chiesa cattolica e le sue sfide contemporanee. La critica al Concilio Vaticano II non è nuova e trova eco tra alcuni settori conservatori che vedono in esso l'origine di una serie di deviazioni dottrinali e pratiche. La proposta di Gibson di "rottamare" le riforme del Concilio e tornare a una forma di liturgia preconciliare riflette un desiderio di recupero di una tradizione che molti ritengono essenziale per l'identità cattolica.

In un contesto di crescente disaffezione verso le istituzioni religiose, le parole di Gibson possono risuonare con una parte del clero e dei fedeli che si sentono abbandonati o traditi dalle attuali dirigenze. La sua affermazione che "le porte degli inferi non prevarranno" si propone come un messaggio di speranza, invitando a mantenere viva la fede nonostante le difficoltà. Tuttavia, resta da vedere come queste posizioni possano influenzare il dibattito interno alla Chiesa e quali ripercussioni possano avere sulla comunità cattolica più ampia.

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