Vaccinarsi non è più trendy negli States. La terza dose vede un crollo verticale della domanda soprattutto tra le fasce d’età considerate ad alto rischio. L’allarme è stato lanciato su Twitter dal dottor Eric Topol cardiologo statunitense su l’Economist.

Il dottor Topol ha confrontato i dati americani con quelli del Regno Unito. E ha scritto, allarmato “Con questo basso tasso di terze dosi, specialmente nei gruppi ad alto rischio, se confrontati con l’Inghilterra, la prospettiva di affrontare la variante Delta, per non parlare di Omicron, è scarsa”

Gli americani tra i 70 e gli 80 anni che hanno ricevuto la seconda dose si attestano sull’80 per cento rispetto alla popolazione che ha ricevuto la prima. Ma il booster crolla sul 30 per cento circa. Questa prospettiva fa comprendere come alla terza dose molta gente si sia svegliata. Ma questo non solo in America: anche in Italia, secondo i dati della fondazione GIMBE, chi ha fatto le prime due dosi tende a non voler fare la terza. Come diceva il presidente Lincoln “Potete ingannare tutti per qualche tempo o qualcuno per tutto il tempo, ma non potrete ingannare tutti per sempre”

Il dottor Topol , cardiologo, si preoccupa della variante Omicron. Ma già la dottoressa sudafricana Angelique Coetzee, che della variante Omicron se ne intende dato che l’ha scoperta, ha già parlato di sintomi lievi. Forse il dottor Topol farebbe meglio, essendo un cardiologo, a preoccuparsi delle miocarditi da vaccino.

ANDREA SARTORI

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