La Regione Piemonte ha stanziato 400mila per sostenere le donne che hanno liberamente scelto di non abortire. Il quotidiano sinistro per antonomasia, Repubblica, insorge, con un pezzo firmato da Stefania Aloia intitolato eloquentemente: “Accerchiamento sui diritti delle donne”.

Letta così parrebbe che la Regione Piemonte abbia scelto di obbligare le donne a tenere il bambino. Invece no. Semplicemente si dà un’aiuto economico a chi vorrebbe tenere il bambino.

“Non che l’aiuto economico di chi è in difficoltà sia da additare in sé- scrive Stefania Aloia -. Ma se quel contributo arriva nei primi tre mesi dal concepimento, con l’obiettivo dichiarato di “far nascere cento bambini in più”, come sottolineato dall’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone, l’aiuto diventa blandizia. E il sostegno, in soggetti particolarmente fragili, rischia di trasformarsi in ricatto morale“.

La stoccata all’assessore Marrone fa capire la visione ideologica del problema. L’Italia da decenni versa in una gravissima crisi demografica che è stata aggravata dalle folli politiche pandemiche. Meno nati significa meno giovani, meno giovani vuol dire meno forza lavoro, meno forza lavoro significa crisi economica.

L’invecchiamento della popolazione sta allarmando la superpotenza economica cinese che sa perfettamente quale botta sarà questo per la sua crescita economica. Infatti Xi Jinping ha pragmaticamente abolito la politica del figlio unico. Il mondo va avanti quando in Italia si resta inchiodati alle ideologie del ’68.

Ma la signora Aloia inoltre strumentalizza la 194 travisandola: “Siamo nel 2022 e ancora la legge 194 non ha vita facile” scrive. In realtà la Regione Piemonte rispetta perfettamente la 194. L’articolo 1 della 194 recita: “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.“.

Chiaro: non è un mezzo per il controllo delle nascite e lo Stato ha il dovere di aiutare la donna a tenere il bambino. La signora Aloia forse non si rende conto che molte donne abortiscono perché non si possono permettere di tenere il bambino, cosa aggravata dalle folli politiche di impoverimento nazionale messe in atto dai governi da Monti in poi. Lo Stato deve, per legge, aiutare quelle donne. Perché loro vorrebbero il bambino, ma sono costrette ad abortire.

Ma “controllo delle nascite” è parola d’ordine da quando è emerso il fenomeno Greta, col suo ambientalismo suicida e antiumano.Fare meno figli per salvare il pianeta” l’altra favoletta suicida.

In realtà dietro a tutto questo si nasconde un progetto ben preciso: fare meno figli affinché i referenti politici della signora Aloia possano trasformare il pianeta nel loro parco giochi privato.

ANDREA SARTORI

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