Forse un tempo non avremmo avuto alcun dubbio su quello che è successo a Bucha, ma abbiamo perso tutti l’innocenza dopo le false fosse comuni di Gheddafi, arma di propaganda che è servita solamente ad aizzare una guerra stupida che ha portato al disastro in Libia.
Il Ministero della Difesa russo, in una sua dichiarazione, dichiara che le immagini provenienti da Bucha sono solo una “ulteriore provocazione” e che l’esercito russo ha in realtà distribuito 452 tonnellate di aiuti umanitari, e che nessun accesso ai corridori umanitari è stato bloccato.
Ma anche questa è propaganda si potrà obiettare. Certamente, nessuna dichiarazione ufficiale va presa per oro colato. Tutte le parti tendono a minimizzare i propri crimini e ad enfatizzare, se non ad inventare, quelli altrui. I soldati russi che distribuiscono gli aiuti umanitari potrebbero essere la versione speculare dei “berretti verdi” di John Wayne, immagine fasulla del militare americano in Vietnam che distribuisce aiuti quando in realtà bruciava vivi i civili col napalm..
Andiamo quindi a osservare in maniera più minuziosa quel che è accaduto. Innanzitutto il Ministero della Difesa russo dice che lo scorso 31 marzo il sindaco di Bucha Anatoliy Fedoruk confermava in un discorso video che nessun soldato russo era presente in città. I cadaveri apparsi nel video quindi dovrebbero avere almeno quattro giorni, ma non mostrano nessuno di quei segni di decomposizione che sarebbero dovuti comparire in quel lasso di tempo.
Arrivano inoltre immagini di cadaveri che si muovono sebbene il nostro giornalismo mainstream si affretti a dire che si tratta delle solite bufale complottiste. I cadaveri potrebbero essere quelli di collaborazionisti uccisi dagli ucraini, e questo si capirebbe dallo straccio bianco al braccio, che in Ucraina indica il collaborazionista. Detto questo comunque il Roskosmos ha fatto capire di avere in mano quel che serve per smentire e per questo la Russia ha convocato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Avrannno qualcosa di solido in mano se affermano questo.
D’altronde solo in questa guerra abbiamo già visto come la maggior parte delle bugie di propaganda arrivi da parte occidentale, e ancora ieri abbiamo avuto ulteriore conferma che la vicenda di Mariupol è stata una messa in scena, con la stessa influencer che nega il bombardamento dell’ospedale.
Abbiamo oramai perso l’innocenza, e troppe bugie sono state raccontate per giustificare guerre, dalle fialette di Colin Powell andando alle fandonie su Milosevic e alla bufala delle culle termostatiche staccate dai soldati di Saddam.
Andiamoci piano a credere a Bucha.
ANDREA SARTORI
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