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Notizie1 Giugno 2022

La Russia, l’Ucraina e il gas neon. L’Occidente perde la guerra dei chip

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la crisi del gas neon in relazione alla guerra in Ucraina, evidenziando come l'Occidente stia perdendo la guerra dei chip. Si discute anche delle implicazioni economiche e tecnologiche della dipendenza dal neon e dai gas nobili.
Punti chiave
  • La guerra in Ucraina ha fermato la produzione di gas neon.
  • Il neon è essenziale per la produzione di chip elettronici.
  • Circa la metà della produzione mondiale di neon è in Ucraina.
  • L'Occidente ha escluso la Russia dalle catene di approvvigionamento.
  • Altri gas nobili come elio e xenon hanno applicazioni vitali.
L'articolo

E così, per via della guerra in Ucraina, adesso siamo nelle peste anche per il gas neon e abbiamo perso la guerra dei chip. Niente sarebbe, se col neon si facessero solo le lampade. Ma il neon è indispensabile per incidere e produrre i chip, i circuiti elettronici che non sono solo nei telefoni e nei computer, ma anche nelle auto (ricordate le fabbriche ferme quando i chip non arrivavano più dalla Cina?), nei frigo, nelle lavatrici, nelle caldaie e insomma nella generalità degli oggetti legati alla tecnologia. Senza contare l’intelligenza artificiale e tutte le sue applicazioni in campo civile e militare. E l’Occidente ha ormai perso la guerra del neon e dei chip. Andrà tutto in Cina e negli altri Paesi che orbitano attorno ai BRICS.

Circa la metà della produzione mondiale del neon è concentrata in Ucraina. I due principali stabilimenti, la Ingas di Mariupol e la Cryoin di Odessa, sono fermi da tempo a causa della guerra. I russi hanno già conquistato Mariupol e sono ormai vicini ad Odessa.

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Ma soprattutto a Mariupol c’è l’acciaieria Azovstal, la più grande d’Europa, che presumibilmente prima o poi verrà rimessa in funzione. Il prezioso neon è un prodotto collaterale alla fabbricazione dell’acciaio. Date le sue dimensioni, Azovstal è un delle poche acciaierie al mondo in grado di sfornare a costi economicamente vantaggiosi neon ed altri gas nobili come elio, krypton, xenon. Questi ultimi, anche se non servono per i chip, hanno degli impieghi che a volte possono essere di importanza vitale.

Più in generale, gli impianti siderurgici dell’Ucraina, e conseguentemente la produzione di neon, sono concentrati nel Donbass, la regione di lingua e cultura russa che già prima della guerra era in parte riuscita ad autoproclamarsi indipendente e che la Russia sta finendo di conquistare. Sono anche nella regione di Zaporizhia, che sta passando al prefisso telefonico russo

Morale della favola. L’Occidente a trazione statunitense prima ha imposto la globalizzazione: quel fenomeno per cui le materie prime sono scambiate nell’universo orbe terracqueo insieme alle merci e ai loro componenti, che hanno catene lunghissime di produzione e di consumo. E poi, con lo scoppio della guerra in Ucraina, l’Occidente stesso medesimo ha pensato bene di tagliar fuori da questo processo la Russia – un’immensità di materie prime – insieme a tutti i Paesi che, a torto o a ragione, sono considerati vicini alla Russia.

L’effetto sull’economia occidentale del muro costruito attorno alla Russia è infatti analogo a quello che Napoleone ottenne quando dichiarò il blocco commerciale all’Inghilterra e poi si accorse che erano prodotti in Inghilterra perfino i bottoni delle divise dei suoi soldati. La storia si incarica di ricordarci che Napoleone morì in esilio a Sant’Elena: forse di cancro allo stomaco e forse avvelenato con l’arsenico dagli inglesi.

Insieme al neon, sono prodotti collaterali della fabbricazione dell’acciaio anche altri gas nobili: kripton, xenon elio. Il kripton ha impieghi, diciamo, abbastanza di nicchia e legati a lampade, flash fotografici e simili. Lo xenon, oltre che per dispositivi luminosi,  serve anche come anestetico e per lampade battericide.

E l’elio non è solo nei palloncini delle fiere che, quando scappano di mano ai bambini, volano su in alto fino a perdersi nel cielo. E’ un altro gas con applicazioni mediche: nella fattispecie, senza elio non potrebbero funzionare le apparecchiature per la risonanza magnetica. Bisognerà ricordarsene, quando ci diranno di nuovo che per far male alla Russia bisogna impedirle di esportare.

GIULIA BURGAZZI

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