In Iran si prepara una rivoluzione arancione? Il 16 settembre la 22enne Mahsa Amini è deceduta in ospedale dopo tre giorni di coma. In precedenza era stata arrestata a Teheran dalla polizia morale per aver presumibilmente non rispettato il codice di abbigliamento femminile. Le autorità hanno dichiarato che la ragazza in seguito ha avuto “a stroke” (letteralmente un ictus, anche se i media italiani hanno parlato di infarto) durante la detenzione: lo riporta Al Jazeera. La famiglia Amini nega la versione ufficiale, secondo cui la giovane avrebbe sofferto di pre-esistenti condizioni di salute, e sostiene che sarebbe invece stata picchiata. A seguito dell’episodio in varie parti dell’Iran sono esplose proteste al grido di “donna, vita, libertà”, durante le quali risultano già decedute oltre cento persone, anche se è difficile avere dei numeri definitivi. Nel frattempo Teheran ha avviato un’indagine sulla morte di Mahsa Amini, organizzato manifestazioni, a loro volta partecipate, a sostegno del governo e accusato Washington di interferenze nei disordini, mentre Stati uniti e Unione europea hanno annunciato ulteriori sanzioni contro la Repubblica islamica. Ne parliamo con il giornalista Fulvio Grimaldi

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