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Speciali7 Aprile 2021

Intervista a N. Nikonorova, ministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk

Sul filo del rasoio: nel mezzo della crescente tensione tra Kiev e il Donbass, Natalia Nikonorova, ministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, descrive l situazione militare ed economica nel suo paese e le aspettative durante la nuova amministrazione USA. "Sappiamo che l’Ucraina sta trasferendo sulla linea del fronte un’enorme quantità di armamenti. Ne abbiamo conferma dall’osservatorio di monitoraggio dell’Ocse. Siamo pronti a difenderci"
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Natalia Nikonorova, ministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, analizza la situazione critica in Donbass, evidenziando le violazioni ucraine degli accordi di cessate il fuoco. La situazione economica è complessa, ma il governo locale continua a cercare soluzioni diplomatiche nonostante le crescenti tensioni.

La situazione nel Donbass continua a destare preoccupazione, come evidenziato dalle recenti dichiarazioni di Natalia Nikonorova, ministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk. In un contesto di crescente tensione tra Kiev e le regioni separatiste, Nikonorova ha sottolineato che il silenzio mediatico attorno al conflitto non è indice di una diminuzione della violenza, ma piuttosto di una strategia intenzionale per oscurare i problemi reali. La Repubblica Popolare di Donetsk, infatti, si trova a fronteggiare un'escalation militare da parte dell'Ucraina, che ha ripreso a trasferire armamenti sulla linea del fronte, come confermato anche dall'Osservatorio di monitoraggio dell'OSCE.

Dal 2020, la Repubblica Popolare di Donetsk aveva ottenuto un accordo di cessate il fuoco, che però è stato violato dall'Ucraina a settembre dello stesso anno, portando a un aumento dei combattimenti e a vittime civili. Nikonorova ha descritto un episodio recente in cui un uomo di 71 anni è stato ucciso da un cecchino mentre lavorava nel proprio cortile, evidenziando la gravità della situazione e l'inefficacia degli accordi di pace che sembrano essere stati abbandonati dalla parte ucraina. La ministra ha denunciato la mancanza di volontà politica da parte del governo di Kiev di risolvere il conflitto, che viene utilizzato come strumento di distrazione dai problemi interni del paese.

In termini economici, Nikonorova ha riferito che, nonostante le difficoltà, la Repubblica Popolare di Donetsk ha visto un incremento della produzione in diversi settori, come quello metallurgico e chimico, grazie a relazioni commerciali con la Federazione Russa. Tuttavia, ha sottolineato che il blocco dei trasporti e la continua violenza limitano gravemente le prospettive di sviluppo economico. Le autorità ucraine, secondo la ministra, ostacolano anche gli aiuti umanitari, creando una situazione insostenibile per la popolazione civile.

Riguardo alla nuova amministrazione statunitense, Nikonorova ha espresso preoccupazione per le dichiarazioni di Joe Biden e il suo governo, ritenendo che l'Ucraina stia seguendo un'agenda dettata da Washington. La ministra ha criticato il fatto che i colloqui di pace siano utilizzati principalmente per mantenere le sanzioni contro la Russia, piuttosto che per cercare una vera soluzione al conflitto. La posizione dell'attuale governo ucraino, secondo Nikonorova, è quella di non voler affrontare il dialogo e di preferire una soluzione militare, evidenziando come il conflitto nel Donbass sia strumentalizzato per fini politici interni.

In conclusione, la situazione nel Donbass rimane complessa e carica di tensione, con la Repubblica Popolare di Donetsk che si prepara a difendersi da un possibile attacco ucraino. Nikonorova ha ribadito la necessità di riportare il conflitto al tavolo delle trattative, sottolineando che la pace può essere raggiunta solo attraverso il dialogo e il rispetto degli accordi internazionali, un obiettivo che sembra sempre più lontano nel contesto attuale.

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