Dal 31 agosto 2021 Didier Raoult andrà in pensione. L’Assistenza pubblica di Marsiglia e l’Università di Aix-Marseille, membri fondatori dell’IHU Méditerranée Infection, hanno annunciato di non voler estendere il mandato del microbiologo all’Istituto ospedaliero universitario di Marsiglia. Nell'ultimo anno, nonostante lo scandalo Lancet Gate, i giornalisti di tendenza liberal hanno intrapreso una vera e propria caccia alle streghe, accusando ingiustamente il microbiologo di essere un ciarlatano. Cfr. https://visionetv.it/didier-raoult-spinto-al-pensionamento-lascia-il-promotore-dellidrossiclorochina/ _____________

Didier Raoult, microbiologo di fama internazionale e promotore dell'uso dell'idrossiclorochina nel trattamento della COVID-19, è stato ufficialmente “spinto” al pensionamento dal 31 agosto 2021. L’Assistenza pubblica di Marsiglia e l’Università di Aix-Marseille, membri fondatori dell’IHU Méditerranée Infection, hanno deciso di non rinnovare il suo mandato presso l'istituto ospedaliero universitario di Marsiglia. Raoult, 69 anni, aveva richiesto di continuare a lavorare almeno due giorni alla settimana, ma la sua richiesta è stata respinta, portando l'istituto a pianificare una gara d'appalto per trovare un successore.
Negli ultimi anni, Raoult ha acquisito notorietà internazionale grazie alle sue posizioni controverse sull'idrossiclorochina, un farmaco già utilizzato negli anni Ottanta per il trattamento di malattie come la malaria. I suoi studi hanno riportato risultati significativi, con un tasso di mortalità dello 0,5% tra i pazienti trattati, a fronte di una guarigione del 99,5%. Tuttavia, la sua figura è stata al centro di una polemica accesa, soprattutto dopo il cosiddetto "Lancet Gate", uno scandalo relativo a uno studio rivelatosi fraudolento che ha messo in discussione la sicurezza e l'efficacia del farmaco.
Il cosiddetto "Lancet Gate" ha avuto un impatto devastante sulla reputazione di Raoult. Nonostante la successiva ritrattazione dello studio, il microbiologo è stato etichettato come ciarlatano dai media mainstream, che hanno intrapreso una vera e propria caccia alle streghe contro di lui. Questa demonizzazione ha avuto radici politiche, con l'idrossiclorochina associata a figure politiche controverse, come Donald Trump, e un tentativo di sostenere la campagna vaccinale, screditando al contempo trattamenti alternativi.
Raoult è stato descritto come un “populista” per la sua scelta di lavorare in provincia e per il suo approccio diretto e pragmatico nella cura dei pazienti affetti da COVID-19. La sua insistenza su farmaci economici e facilmente accessibili ha contrastato con gli interessi dell'industria farmaceutica, portandolo a diventare un capro espiatorio in un contesto di crescente polarizzazione politica e scientifica. La sua figura è stata assimilata a quella di complottisti e radicali, contribuendo a un clima di diffidenza nei confronti di chi osava mettere in discussione la narrativa ufficiale sulla pandemia.
Il pensionamento di Raoult segna la fine di un'epoca per la medicina francese e internazionale, ma la sua eredità continua a sollevare interrogativi importanti sul ruolo della scienza, della medicina e della politica nella gestione delle crisi sanitarie. La sua storia è un esempio emblematico delle tensioni esistenti tra innovazione terapeutica e interessi economici, e pone una riflessione necessaria sul futuro della ricerca indipendente e sulla libertà di cura.
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