Con parole pacate ma di fuoco Giorgio Agamben spiega ai componenti della commissione affari costituzionali del Senato perché il green pass rievoca le peggiori esperienze totalitarie del Novecento

Le recenti dichiarazioni di Giorgio Agamben durante un'audizione alla commissione affari costituzionali del Senato hanno suscitato un acceso dibattito sulla gestione della pandemia e sulle misure governative adottate in Italia. Agamben ha messo in evidenza le contraddizioni insite nel decreto legge n. 44 del 2021, noto come "scudo penale", che esonera il governo da responsabilità per eventuali danni causati dai vaccini, mentre allo stesso tempo impone limitazioni significative ai diritti dei cittadini non vaccinati.
Secondo Agamben, la situazione attuale ricorda le esperienze totalitarie del Novecento, in particolare le restrizioni imposte ai cittadini considerati "non ariani" durante il regime fascista. L'intellettuale sostiene che il green pass rappresenti un mezzo di controllo sociale senza precedenti, trasformando la società in un contesto di sorveglianza digitale. Le sue affermazioni pongono interrogativi fondamentali sulla libertà individuale e sui diritti civili, in un momento in cui la salute pubblica viene spesso invocata come giustificazione per misure restrittive.
Agamben critica la logica secondo cui il vaccino diventa un obbligo per ottenere un green pass, suggerendo che questo dispositivo non ha una reale valenza medica, ma serve principalmente a controllare e tracciare i comportamenti dei cittadini. La sua analisi si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione delle istituzioni democratiche, in cui la biosicurezza e il controllo delle libertà individuali sembrano prevalere sulle garanzie costituzionali.
Il filosofo invita i parlamentari a riflettere su queste dinamiche, sottolineando che la situazione attuale potrebbe portare a una riduzione dei poteri del Parlamento stesso, con un conseguente svuotamento della democrazia parlamentare. La sua visione critica invita a considerare il rischio che le emergenze sanitarie diventino una nuova forma di governamentalità, in cui le libertà individuali sono sacrificate in nome della sicurezza.
In un momento in cui la società è chiamata a confrontarsi con le conseguenze delle misure adottate per fronteggiare la pandemia, le parole di Agamben rappresentano un monito a non trascurare il valore dei diritti civili e della democrazia. La sua analisi, pur provocatoria, richiede una riflessione profonda sulle implicazioni delle politiche sanitarie e sul futuro della libertà in un contesto di crescente sorveglianza e controllo.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

