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Notizie3 Maggio 2022

Gas in rubli, teatrino di Draghi e Cingolani. E l’Italia deve pagare anche per il gas russo non ritirato

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la questione del pagamento del gas russo in rubli, evidenziando le contraddizioni tra Draghi e Cingolani. Si discute anche delle implicazioni dei contratti 'take or pay' tra ENI e Gazprom, che costringono l'Italia a pagare anche senza ritiri.
Punti chiave
  • Cingolani ha dichiarato un'apertura al pagamento in rubli.
  • Draghi ha smentito Cingolani, ribadendo le linee UE.
  • Bruxelles è contraria al pagamento in rubli.
  • I contratti ENI-Gazprom prevedono la clausola 'take or pay'.
  • La commissaria UE Kadri Simson ha dichiarato il pagamento in rubli inaccettabile.
L'articolo

Pagare o non pagare il gas russo in rubli? I giorni passano, la scadenza si avvicina, se non si accetta Putin chiude il rubinetto. Ieri, lunedì, il ministro Cingolani ha – o avrebbe – dichiarato che in rubli magari anche sì. Poi ha smentito. Ma subito si è espresso il primo ministro Draghi, scavalcando Cingolani, bacchettando qualsiasi apertura ai rubli (bacchettando il suo ministro, si direbbe) e ribadendo che l’Italia farà quel che dice l’Unione Europea.

Al di là di questo, alla luce del vento che tira a Bruxelles (contraria al pagamento in rubli) e delle clausole in vigore fra l’italiana ENI e la russa Gazprom, l’esito della vicenda relativa al gas in rubli sarà probabilmente peggio che amaro.

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Infatti i contratti di fornitura che ENI ha con Gazprom contemplano la formula “take or pay”. Significa che ENI deve pagare a Gazprom la quantità pattuita di gas anche quando non la ritira. Ovvero, l’Italia sarà cornuta e mazziata. Pagherà per restare al freddo e al buio. Miracoli che riescono solo quando c’è di mezzo l’Unione Europea.

Intervistato dalla testata Politico, specializzata in questioni europee, Cingolani ha – o avrebbe – affermato che l’Italia “è aperta” al pagamento in rubli, almeno per qualche tempo. Lo testimonia lo screenshot del tweet di Politico (qui sotto), mentre in seguito sia il tweet sia l’articolo sono stati corretti.

cingolani italia gas rubli

La frasetta poi cancellata è “Italy open to paying for Russian gas with rubles”, l’Italia è aperta a pagare il gas russo i rubli. Apriti Cielo! Il ministro Cingolani ha subito smentito (“E’ fuorviante”) ed è intervenuto Draghi in persona. Le sue dichiarazioni sono nell’attuale versione dell’articolo su Politico. In sostanza: l’Italia seguirà le indicazioni di Bruxelles, che però deve esprimersi chiaramente.

Draghi si riferisce evidentemente all’ambiguo documento pubblicato dalla Commissione Europea: non dice esplicitamente né che il pagamento in rubli viola le sanzioni alla Russia né l’opposto. Ora Bruxelles promette che arriveranno ulteriori linee guida. Ma la commissaria UE all’Energia, Kadri Simson, poche ore fa ha finalmente parlato chiaro: il pagamento in rubli è inaccettabile e costituisce una violazione delle sanzioni alla Russia.

Amen. Putin dunque chiuderà il gas il giorno successivo a quello in cui il pagamento in rubli da parte dell’Italia sarebbe dovuto. Quale sia la data, non è noto. Le regole di pagamento sono scritte nei contratti fra ENI e Gazprom: e i contratti per il gas sono fra i segreti meglio custoditi d’Europa.

Però una cosa è nota. I contratti fra ENI e Gazprom sono a lungo termine – cioè validi per vari anni – e contemplano la clausola “take or pay”, il gas va pagato anche se non lo si ritira. Una spada di Damocle. Anzi: una bastonata, una mannaia.

All’inizio del recente report sui risultati ENI ottenuti nel primo trimestre 2022 c’è un disclaimer. Le solite clausole di esclusione di responsabilità per dire agli investitori che i progetti futuri sono sempre soggetti a rischi e incertezze. E a questo proposito si menziona esplicitamente anche il “take or pay”  dei contratti per le forniture a lungo termine di gas.

GIULIA BURGAZZI

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