Più o meno un anno fa in varie parti del mondo cosiddetto sviluppato, Italia compresa, è accaduto qualcosa che ha prodotto un sensibile e spesso ulteriore calo delle nascite nel primo trimestre 2022. I dati in circolazione sono parziali e disomogenei, ma comunque impressionanti.

Cosa stava capitando, nella primavera-estate 2021? La guerra non si profilava ancora all’orizzonte. Il peggio del Covid e i lockdown sembravano acqua passata e si faceva anzi un gran parlare di ripresa economica: una prospettiva che abitualmente incentiva ad ampliare la famiglia.

Però, in linea generale, nella primavera-estate 2021 entravano nel vivo le vaccinazioni Covid dei giovani adulti. Il senno del poi ha insegnato che le segnalazioni relative a problemi del ciclo mestruale dopo la vaccinazione non erano fòle. Ha anche mostrato che la vaccinazione può alterare, almeno temporaneamente, la concentrazione di sperma.

Questo, naturalmente, non dimostra che la diminuzione ulteriore delle nascite verificatasi in alcuni Paesi nel primo trimestre 2022 sia imputabile ai vaccini. Però si profila una situazione analoga a quella degli atleti, soprattutto tennisti e ciclisti, la cui salute ad un certo punto è diventata improvvisamente e stranamente cagionevole, senza dimenticare i bambini in età di scuola che in gennaio sono morti all’improvviso. Una situazione cioè su cui meriterebbe la pena di indagare, se non altro per dissipare il sospetto. Non risulta che la cosa sia avvenuta per sportivi e ragazzini. Chissà se accadrà per il crollo della natalità.

I dati sulla diminuzione ulteriore delle nascite nel primo trimestre 2022 sono per ora ovviamente incompleti. Innanzitutto la Germania. Il tweet è di Stefan Homburg, professore di Economia pubblica all’Università Leibniz di Hannover. Descrive nel primo trimestre 2022 un calo attorno al 13% rispetto al 2021.

Un declino del 10% circa per il gennaio e febbraio 2022 è segnalato anche in Gran Bretagna. Lo si ricava dalla tabella con il numero di tutte le nascite, mese per mese, dal gennaio 2021 pubblicata pagina 21 del rapporto di giugno sulla sorveglianza dei vaccini Covid . Secondo le statistiche governative, in Svezia nei primi tre mesi di quest’anno le nascite sono diminuite del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2021.

In Italia – che già normalmente si distingue per il gran numero delle culle vuote – la fondazione AIBI (Amici dei Bambini) segnala 4.000 nati in meno nel mese di marzo e si calcola che nel primo trimestre 2022 le nascite siano ulteriormente diminuite del 4% rispetto al 2021. Quello di Taiwan, poi, è un caso clamoroso: secondo il rapporto ufficiale di maggio sulle famiglie, le nascite sono state il 23% in meno rispetto al maggio 2021.

Dati “a macchia di leopardo”, dati che il tempo si incaricherà di correggere o di confermare. Ma dati che vanno nella stessa direzione. Sarebbe doveroso guardarli da vicino per capire cosa è successo circa un anno fa e se esiste o meno una relazione con le vaccinazioni Covid.

GIULIA BURGAZZI

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