Il filosofo Diego Fusaro, ideologo di Vox Italia, si interroga sulle vere cause dell'ossessione mediatica perennemente protesa alla scoperta di un "salvifico" vaccino

Diego Fusaro, filosofo e ideologo di Vox Italia, ha sollevato interrogativi significativi riguardo all'ossessione mediatica per i vaccini contro il COVID-19. Secondo Fusaro, la narrazione dominante, che sostiene che l'unica soluzione all'emergenza sanitaria sia rappresentata dai vaccini, non tiene conto dell'esistenza di alternative terapeutiche. Questa affermazione si inserisce in un contesto più ampio di critica nei confronti di quella che definisce "narrazione egemonica", che riflette gli interessi della classe dominante.
Il filosofo mette in discussione l'enfasi posta sui vaccini, evidenziando come le autorità, incluso il ministro della Salute Roberto Speranza, abbiano già prenotato milioni di dosi di vaccini, nonostante questi non siano stati ancora completati. Fusaro sottolinea l'insistenza di figure come Bill Gates, che ha fatto della promozione dei vaccini una delle sue principali battaglie, suggerendo che ci sia una spinta sistematica verso l'unico obiettivo di vaccinare la popolazione, a scapito di altre possibilità terapeutiche.
Fusaro sostiene che non è corretto affermare che non esistano cure per il COVID-19. Al contrario, cita diverse opzioni terapeutiche, come la siero terapia e l'uso di farmaci già noti, tra cui l'eparina e l'idrossiclorochina. Queste cure, a suo avviso, sono più economiche e accessibili rispetto ai vaccini, il che solleva interrogativi sulle motivazioni dietro la scelta di promuovere esclusivamente la vaccinazione. Secondo Fusaro, il fatto che queste terapie non siano brevettabili potrebbe essere alla base della loro esclusione dalla narrazione ufficiale.
Inoltre, la questione del plasma da donatori immunizzati è stata sollevata come un metodo di cura a buon mercato, che potrebbe non generare profitti come i vaccini. Fusaro invita a riflettere su queste dinamiche, suggerendo che la priorità accordata ai vaccini potrebbe essere influenzata da interessi economici piuttosto che da una reale necessità sanitaria. La sua analisi pone interrogativi su come le scelte politiche e sanitarie siano influenzate da fattori economici e ideologici, invitando a una maggiore apertura nel dibattito sulle terapie disponibili per affrontare la pandemia.
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