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Notizie17 Gennaio 2023

Davos, i politici disertano il World economic forum

Di ·450 contenuti pubblicati
Davos, i leader mondiali disertano il World economic forum
Martina Giuntoli analizza il World Economic Forum di Davos, evidenziando l'assenza di molti leader politici. Si discute anche della crescente partecipazione di CEO e delle implicazioni sul futuro del globalismo.
Punti chiave
  • Molti leader politici disertano il World Economic Forum di Davos.
  • A Davos partecipano oltre 2.500 esponenti del mondo economico e culturale.
  • L'assenza di Vladimir Putin è confermata, non è stato invitato.
  • Solo il cancelliere tedesco Olaf Scholz parteciperà per il G7.
  • Il globalismo sembra in crisi, con Davos visto come un contenitore nostalgico.
L'articolo

Al conclave annuale del World Economic Forum in programma a Davos dal 16 al 20 gennaio 2023 sono attesi oltre 2.500 esponenti del mondo economico, politico, scientifico e culturale.

Non passa anno in cui gli organizzatori del Forum non si prodighino a raccontare di come la lista dei partecipanti si faccia sempre più lunga e nutrita: tuttavia quest’anno molti saranno i grandi assenti, soprattutto della politica.

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Per questa ragione, alla conferenza in Svizzera preferiscono concentrarsi sul numero crescente di Ceo, circa 80 in più rispetto alla scorsa edizione, invece che sui capi di governo.

GLI ITALIANI A DAVOS

Grande a tal proposito la partecipazione italiana. Troviamo delegazioni di Eni ed Enel, di UnipolSai, di banche come UniCredit ed Intesa San Paolo. Non mancano poi giornalisti del Corriere della Sera e de La Stampa, rappresentanti di Techgnogym, Geox, Illy Caffé.

Che vogliano provare a venderci proteine di grillo per body builder o grani di caffè in stile Kopi Luwak proveniente dalle praterie? Non è da escludere, visti i tempi.

Quanto all’esecutivo Meloni, si limita a mandare il ministro all’Istruzione, Giuseppe Valditara.

Chi altro mancherà dunque? Come anticipato, sono in larga misura i politici ad essersi dati alla macchia.

PUTIN NON INVITATO

Mentre 52 capi di governo si troveranno a Davos, molti altri non ci saranno: a partire da Joe Biden, Xi Jingping e Vladimir Putin (quest’ultimo nemmeno è stato invitato).

Non saranno inoltre presenti il presidente francese Emmanuel Macron (uno dei più ferventi sostenitori di Davos), il primo ministro britannico Rishi Sunak e il presidente brasiliano Lula da Silva.

Gli europei saranno sicuramente i più rappresentati, anche se del G7 solo il cancelliere tedesco Olaf Scholz parteciperà, insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen. Tra i reali ha risposto alla chiamata solo la regina olandese, mentre hanno declinato re Carlo III d’Inghilterra e figlio, il principe William.

Persino Scott Colvin, un veterano del Wef, ha giudicato il contenitore di Davos ormai datato. Così si è espresso in merito:

Se proprio dobbiamo riunirci, meglio farlo attorno a qualcosa di circoscritto che riguarda tutti. A tal proposito meglio il Cop (il summit annuale sul clima, ndr).

SCHWAB E SOROS

Sembrava addirittura che avrebbero disertato pure i capi del Forum. Voci insistenti vedevano annullata la partecipazione del fondatore del Wef, Klaus Schwab, nonché quella di George Soros.

L’assenza di Schwab per motivi di salute è una voce che è girata sui social in maniera parecchio insistente nei giorni scorsi, ma che alla fine si è rivelata infondata. Quanto a Soros, la cosa è invece certa. Addirittura è lui stesso a lasciare un messaggio sui social.

Quest’ultimo scrive sul suo account Twitter che non potrà essere presente alla kermesse a causa di impegni pregressi, ma che tamponerà con un discorso al Munich Security Conference.

GLOBALISMO IN CRISI?

Il clima che si evince è che neppure il globalismo crede più alla bontà della sua proposta, se mai ci ha creduto.

Molto più probabilmente il mondo intero si sta riorganizzando su altre direttrici e Davos è diventato ormai un mero contenitore adatto solo ai nostalgici.

Oppure, idea non trascurabile, qualcuno qua e là ricorda che certi prominenti personaggi evitarono di recarsi alle Torri Gemelle l’11 settembre, o che il banchiere J.P. Morgan, decise di non partecipare alla traversata di una nave in partenza.

Quella nave si chiamava Titanic: che stia tutto per affondare?

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

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