Al conclave annuale del World Economic Forum in programma a Davos dal 16 al 20 gennaio 2023 sono attesi oltre 2.500 esponenti del mondo economico, politico, scientifico e culturale.

Non passa anno in cui gli organizzatori del Forum non si prodighino a raccontare di come la lista dei partecipanti si faccia sempre più lunga e nutrita: tuttavia quest’anno molti saranno i grandi assenti, soprattutto della politica.

Per questa ragione, alla conferenza in Svizzera preferiscono concentrarsi sul numero crescente di Ceo, circa 80 in più rispetto alla scorsa edizione, invece che sui capi di governo.

GLI ITALIANI A DAVOS

Grande a tal proposito la partecipazione italiana. Troviamo delegazioni di Eni ed Enel, di UnipolSai, di banche come UniCredit ed Intesa San Paolo. Non mancano poi giornalisti del Corriere della Sera e de La Stampa, rappresentanti di Techgnogym, Geox, Illy Caffé.

Che vogliano provare a venderci proteine di grillo per body builder o grani di caffè in stile Kopi Luwak proveniente dalle praterie? Non è da escludere, visti i tempi.

Quanto all’esecutivo Meloni, si limita a mandare il ministro all’Istruzione, Giuseppe Valditara.

Chi altro mancherà dunque? Come anticipato, sono in larga misura i politici ad essersi dati alla macchia.

PUTIN NON INVITATO

Mentre 52 capi di governo si troveranno a Davos, molti altri non ci saranno: a partire da Joe Biden, Xi Jingping e Vladimir Putin (quest’ultimo nemmeno è stato invitato).

Non saranno inoltre presenti il presidente francese Emmanuel Macron (uno dei più ferventi sostenitori di Davos), il primo ministro britannico Rishi Sunak e il presidente brasiliano Lula da Silva.

Gli europei saranno sicuramente i più rappresentati, anche se del G7 solo il cancelliere tedesco Olaf Scholz parteciperà, insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen. Tra i reali ha risposto alla chiamata solo la regina olandese, mentre hanno declinato re Carlo III d’Inghilterra e figlio, il principe William.

Persino Scott Colvin, un veterano del Wef, ha giudicato il contenitore di Davos ormai datato. Così si è espresso in merito:

Se proprio dobbiamo riunirci, meglio farlo attorno a qualcosa di circoscritto che riguarda tutti. A tal proposito meglio il Cop (il summit annuale sul clima, ndr).

SCHWAB E SOROS

Sembrava addirittura che avrebbero disertato pure i capi del Forum. Voci insistenti vedevano annullata la partecipazione del fondatore del Wef, Klaus Schwab, nonché quella di George Soros.

L’assenza di Schwab per motivi di salute è una voce che è girata sui social in maniera parecchio insistente nei giorni scorsi, ma che alla fine si è rivelata infondata. Quanto a Soros, la cosa è invece certa. Addirittura è lui stesso a lasciare un messaggio sui social.

Quest’ultimo scrive sul suo account Twitter che non potrà essere presente alla kermesse a causa di impegni pregressi, ma che tamponerà con un discorso al Munich Security Conference.

GLOBALISMO IN CRISI?

Il clima che si evince è che neppure il globalismo crede più alla bontà della sua proposta, se mai ci ha creduto.

Molto più probabilmente il mondo intero si sta riorganizzando su altre direttrici e Davos è diventato ormai un mero contenitore adatto solo ai nostalgici.

Oppure, idea non trascurabile, qualcuno qua e là ricorda che certi prominenti personaggi evitarono di recarsi alle Torri Gemelle l’11 settembre, o che il banchiere J.P. Morgan, decise di non partecipare alla traversata di una nave in partenza.

Quella nave si chiamava Titanic: che stia tutto per affondare?

MARTINA GIUNTOLI