Caravaggio in vendita (per pagare i vaccini?): la fine del Rinascimento è la fine dell’Italia

Quanto vale la Gioconda? Il celebre leonardista Carlo Pedretti rispose: vale quanto varrebbe Leonardo in carne ed ossa. Si trova a Parigi non in seguito alle spoliazioni napoleoniche, ma per volontà dello stesso Leonardo, morto in Francia. Ci sono opere d’arte che non possono avere prezzo. Specie se sono uscite dal pennello di alcuni artisti: Michelangelo, Raffaello, Leonardo. O Caravaggio.

E arriviamo all’argomento. Tra pochi giorni si dovrebbe tenere l’asta milionaria per la vendita del casino Ludovisi, o “casino dell’Aurora” lo storico edificio posto a Roma tra Villa Borghese e Via Veneto, che contiene capolavori di giganti dell’arte italiana quali il Guercino e, soprattutto, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Essendo morto nel 2018 l’ultimo erede, il principe Boncompagni Ludovisi.

L’Italia sta conoscendo, a distanza esattamente di due secoli, nuove spoliazioni napoleoniche. Solo che stavolta a far razzia non è il fulmine di guerra, il genio che riplasmò l’Europa lasciando anche parecchie eredità positive come il Codice Civile e l’abolizione della servitù della gleba. A mirare al casino dell’Aurora sono Bill Gates e il sultano del Brunei. Il primo è stato appena sconfitto nella sua lotta per acquistare lo storico hotel Danieli di Venezia mentre il secondo vuole emulare gli emiri che si sono aggiudicati il “Salvator Mundi” di Leonardo e bottega.

Frattanto su Change.org è apparsa una petizione indirizzata al ministro della cultura Dario Franceschini affinché lo Stato usi parte del PNRR per riscattare il casino dell’Aurora.

Non sempre i banchieri furono insensibili ad arte e cultura. I Medici, Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico, furono banchieri. E furono i padri del Rinascimento. Ma Mario Draghi non è né Cosimo né Lorenzo, pur essendo alla lontana imparentato con loro per via della moglie. Lui è il “vile affarista” delegato a svendere il suo Paese. E non solo a svendere le eccellenze citate da Cossiga nell’oramai celeberrima tirata davanti a Luca Giurato, ma anche l’arte italiana.

Oramai l’Italia è un laboratorio di sperimentazione e luogo di shopping. Shopping di cose delle quali non si dovrebbe fare shopping. Le seconde spoliazioni, ma declinate dalla tragedia napoleonica alla farsa draghiana. Ma quantomeno dopo Waterloo un certo Antonio Canova riuscì a riportare indietro diverse opere razziate.

Solo che purtroppo oggi di Canova in Italia non se ne vedono.

ANDREA SARTORI

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