La Germania sta preparando piani per garantire la circolazione di denaro contante anche in caso di blackout. Per garantirne la circolazione tra le banche, però, e non tra i cittadini, che al contrario nel caso subirebbero limitazioni. Lo scopo dichiarato è impedire la paralisi dell’economia.

Tipica propensione teutonica a non lasciare nulla al caso? O visione di qualcosa all’orizzonte, che in Italia si preferisce ignorare?

Lo scoop è di tre giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters. Una di loro ha diffuso l’articolo via Twitter in questo modo:

In traduzione:

Esclusivo – La Germania intensifica i piani di emergenza relativi ai contanti per fronteggiare un blackout.

Dall’inizio della guerra in Ucraina, che ha portato con sé le sanzioni contro la Russia e i problemi relativi all’energia, si teme che in Europa si verifichino blackout durante l’inverno: e anzi, il timore di blackout aveva già cominciato a diffondersi prima.

Però, a quanto si sa, finora si sono consigliati preparativi solo ai singoli individui: tenere in casa acqua, cibo e candele. Null’altro trapela, ammesso e non concesso che i governi si attrezzino per fronteggiare ad un livello più sistemico un’eventuale emergenza.

Nulla trapela tranne che in Germania, dove vogliono prendere il toro per le corna. Il presupposto dei tedeschi: se in caso di blackout i contanti non continuano a girare, l’economia si paralizza completamente. E dunque bisogna far sì che le banche abbiano contanti in ogni caso.

A quanto scrive Reuters, questo non significherebbe affatto fornire ai cittadini la possibilità di prelevare denaro quando non funzionano i bancomat né i pagamenti elettronici perché manca l’elettricità. Al contrario: per fronteggiare i blackout bisognerebbe piuttosto limitare i prelievi, affinché le banche possano mantenere la loro potenza di fuoco.

Dunque si discute il modo in cui offrire ai furgoni blindati che consegnano le banconote una corsia preferenziale per il carburante e per le telecomunicazioni. Ci si chiede se considerare anche la finanza “un’infrastruttura critica”, con accesso preferenziale all’energia, e come mettere le banche in condizione di funzionare nonostante perduranti interruzioni nell’erogazione della corrente elettrica.

Anche se Reuters non ne parla, rimangono due domande che riguardano altrettanti aspetti apparentemente ignorati dalla propensione teutonica a non lasciare nulla al caso.

La prima domanda tocca la gente comune. Se per mantenere vivo il flusso di contanti alle banche e all’economia si ipotizza di limitare i prelievi, in caso di blackout è indispensabile un gruzzolo sotto il materasso per comprare cibo in lattina e candele?

E poi c’è la seconda domanda: ancor più fondamentale. Se i tedeschi pensano alle banche e ai contanti, hanno pensato prima ai cittadini? Hanno pensato a far sì che non manchino almeno cibo in scatola e candele? E se ci hanno pensato, cosa intendono fare?

GIULIA BURGAZZI

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