La quarta dose di anti Covid con il vaccino bivalente Pfizer, detto anche aggiornato, non è esattamente una passeggiata. Gli effetti collaterali sono più pesanti (ancora più pesanti, si potrebbe dire) rispetto alla quarta dose con la versione originale del preparato.

Lo dice un preprint fresco di pubblicazione su Medrxiv, un sito internet specializzato nella diffusion di ricerche mediche in anteprima. Il termine preprint indica uno studio non ancora sottoposto alla revisione fra pari indispensabile per approdare su una rivista scientifica. Gli autori tuttavia hanno uno spessore e un’autorevolezza ben diversa da quella dei Signori Nessuno. Sette di loro lavorano all’ospedale universitario di Wuerzburg, in Germania; l’ottavo, all’Università di Oxford, in Gran Bretagna.

Il vaccino bivalente, o aggiornato, è quello studiato per la variante Omicron del virus – la più lieve – che attualmente è ovunque dominante.

I risultati del preprint su Medrxiv si sommano alla stroncatura del bivalente ad opera della prestigiosa rivista scientifica Nature: la protezione contro la variante Omicron offerta dai vaccini aggiornati è più o meno la stessa di quella che abbiamo potuto apprezzare – si fa per dire – con la versione originaria del preparato. Si sommano anche ad un’altra stroncatura, quella pubblicata dal Wall Street Journal, nientepopodimeno.

Comunque, se qualcuno volesse ugualmente offrire il braccio alla siringa, il preprint gli dà l’idea di ciò che lo aspetta.

Il lavoro ha preso in esame gli effetti secondari che la quarta dose ha mostrato su 76 operatori sanitari. Un gruppo piccolo, questo sì, ma a sua volta suddiviso in due sottogruppi abbastanza omogenei per consistenza numerica, età e sesso.

Uno di questi due sottogruppi ha ricevuto la quarta dose con il vaccino Pfizer originario. L’altro sottogruppo, con il vaccino Pfizer bivalente, o aggiornato se si preferisce. Simile anche, nei due sottogruppi, il lasso di tempo intercorso fra la terza e la quarta dose.

Ebbene, ha avuto effetti avversi addirittura l’84% di coloro che hanno ricevuto la quarta dose con il bivalente, contro il 51% di coloro che hanno ricevuto la versione originaria del vaccino. Non solo. Le medicine si sono rivelate più spesso necessarie per gestire gli effetti avversi del bivalente: oltre il 30% dei casi; poco più del 20% invece per la versione originaria.

Soltanto il 60% di coloro che hanno ricevuto il bivalente ha conservato intatta, nei giorni seguenti, la capacità di lavorare. L’altro 40% è finito ko in modo più o meno serio. In particolare, il 25% circa non è riuscito a recarsi al lavoro e un altro 15% circa è andato a lavorare pur senza essere pienamente in grado di farlo. Fra coloro che hanno ricevuto la vecchia versione, invece, circa il 75% ha mantenuto intatta la capacità di lavorare e solo (solo?) il 12% circa è rimasto a casa.

I tre grafici qui sotto mostrano, rispettivamente, gli effetti avversi di tutti i tipi per vaccino originario e vaccino bivalente, o aggiornato; le medicine resesi necessarie per vaccino originario e vaccino bivalente; la piena abilità di lavoro conservata dopo vaccino originario e vaccino bivalente. Le didascalie sono in inglese, ma tutto sembra comunque chiaro.

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GIULIA BURGAZZI