Sembra incredibile ma non sono trascorse nemmeno 24 ore dall’approvazione del nuovo vaccino booster bivalente e già la scienza smentisce quanto l’Fda e le case farmaceutiche hanno appena presentato e venduto come la panacea di tutti i mali.

La prestigiosa rivista Nature infatti pubblica in data 1 settembre un articolo secondo cui i cosiddetti vaccini aggiornati  offrono una protezione contro il Sars-Cov2 molto simile a quella dei sieri già esistenti (l’abbiamo vista). Con buona pace del Ministro Speranza, che già si sta sfregando le mani per la nuova campagna vaccinale da lui auspicata per settembre.

Uno schiaffo anche (commerciale) per Pfizer e Moderna che, a poche ore dal lancio dei nuovi prodotti, si trovano così ad affrontare non solo le polemiche degli scettici ma pure una comunità scientifica non totalmente compiacente come magari si sarebbero aspettati.

“Se pensavate che questo sarebbe stato un super scudo per fermare l’infezione rispetto a quello che già avevate due settimane fa o un mese fa, sbagliate”, afferma John Moore, scienziato esperto di vaccini di un centro di ricerca di New York, che tuttavia non ha partecipato ai (brevi) studi condotti prima dell’autorizzazione.

Ma lo stesso Dr.Moore non si ferma qui e rincara la dose.

Lo scienziato lancia una vera e propria bomba sostenendo che, nel periodo durante il quale studi più approfonditi si sarebbero dovuti condurre, nessuno o quasi si sia effettivamente preoccupato della reale efficacia del prodotto, prima della sua autorizzazione.

Lo stesso sostiene inoltre che, se solo si fossero posti il problema nella fase di pre-approvazione, si sarebbero accorti con estrema facilità che la protezione contro la variante Omicron offerta dai vaccini aggiornati é più o meno la stessa di quella offerta dal vecchio siero.

Ovviamente il presidente di Moderna, Stephen Hoge, in occasione di una riunione svoltasi l’8 giugno scorso con gli investitori, aveva affermato a gran voce che il richiamo aggiornato sarebbe stato chiaramente di qualità superiore rispetto al siero all’epoca già in commercio.

Per vederci chiaro la dottoressa Debora Cromer, della University of South Wales di Sidney, in Australia, ha raccolto tutti gli studi condotti sulla quantità anticorpale prodotta dai nuovi booster bivalenti e li ha confrontati con gli studi relativi ai vecchi vaccini, inserendo i dati in modelli matematici predittivi.

Cromer ha studiato anche la differenza tra i booster aggiornati e distribuiti nel Regno Unito, contenenti solo la sottovariante Omicron-BA.1, e quelli invece approvati dalla FDA e contenenti le sottovarianti BA.4 e BA.5.

Il risultato di tale importantissima analisi ha semplicemente confermato quanto dichiarato da Nature, ovvero che non solo non vi è un aumento sostanziale di anticorpi neutralizzanti nei confronti del Covid del ceppo originario e delle sue varianti, ma anche che non si riesce a capire o quantificare quanto l’efficacia del prodotto risenta davvero di questo aggiornamento.

In sostanza i medici che hanno analizzato i dati di Cromer si sono domandati se le case farmaceutiche abbiano davvero fatto un’operazione per cui é valsa la pena investire denaro, oltre ovviamente a proporre una nuova campagna vaccinale.

Dello stesso avviso é poi l’immunologo Miles Davenport, collega della dottoressa Cromer presso il medesimo istituto. Egli ha studiato i dati estratti dal modello predittivo, prodotti dalla Cromer e dal suo team, ricavandone che l’efficacia di un qualsiasi booster é la stessa di quella del booster aggiornato.

Addirittura il celeberrimo dottor Paul Offitt, medico di un centro pediatrico della Pennsylvania, noto per essere uno strenuo sostenitore dei vaccini pediatrici nonché il creatore del noto vaccino per il Rotavirus distribuito da qualche anno anche in Italia, é stato uno dei membri dell’Fda che ha votato contro l’approvazione del booster aggiornato.

“Qual é il senso di distribuire un vaccino che non possiede una maggiore efficacia rispetto a quelli già in circolazione?”, ha affermato il medico, sottolineando di appoggiare in pieno lo scetticismo della dottoressa Cromer, e di conseguenza anche di Davenport.

Al di là del sostegno o meno ai vaccini, sulla cui efficacia e sicurezza tanto ci sarebbe da discutere,  appare chiaro che rincorrere le varianti è praticamente impossibile, nonché a questo punto completamente inutile, come studi, dati e realtà dei fatti ci stanno dimostrando.

Forse il ministro Speranza dovrebbe rivedere i suoi facili entusiasmi per un’eventuale nuova campagna vaccinale e ammettere che, laddove esistono le cure, come di recente ampiamente confermato da prestigiosi studi, non può reggere la sua spinta verso ulteriori dosi: visto lo scarso entusiasmo degli italiani nei confronti della quarta, forse non sarà difficile lasciar naufragare il tutto, dopo che la nave avrà lasciato il porto del Ministero.

 

MARTINA GIUNTOLI

 

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