Biden (junior) favorisce la Cina danneggiando gli States. E non piace più al New York Times

Se le chiavi dell’auto elettrica sono le chiavi del futuro, il figlio dell’attuale inquilino della Casa Bianca ha contribuito ad aiutare la Cina a fabbricarsele. Il New York Times dà risalto ad un nuovo capitolo della saga relativa a Hunter Biden, il discusso rampollo del Presidente USA. L’articolo è interessante sia per i fatti in sé che esso ricostruisce sia perché si tratta di episodi che il New York Times aveva finora accuratamente e deliberatamente ignorato.

Si tratta di fatti che risalgono al 2016 – Biden senior era allora vicepresidente di Obama – e che riguardano la miniera congolese di cobalto e rame Tenke Fungurume. Una società finanziaria alla quale Biden junior partecipava, la BHR, ha agevolato il colosso cinese China Molybdenum al momento dell’acquisto. Fino ad allora la miniera era in mani statunitensi.

Il cobalto è indispensabile per fabbricare auto elettriche. Raro e costososerve per le batterie e in gran parte proviene proprio dal Congo, con tutto un corollario di immani, tragici problemi legati allo sfruttamento, al lavoro minorile e alle condizioni disumane in cui operano i minatori. Tenke Fungurume ha fama di essere la quinta più grande miniera di cobalto del mondo e una di quelle che presumibilmente rimarranno più a lungo produttive.

Dal 2035 in Europa potranno essere prodotte e vendute solo auto elettriche. Biden senior – il presidente nonché il padre dell’uomo d’affari – desidera che entro il 2030 i veicoli elettrici rappresentino il 50% di quelli venduti.

Il meccanismo finanziario che ha portato China Molybdenum a possedere l’80% della miniera congolese con l’aiuto di Biden junior è piuttosto intricato. Si è trattato di un’operazione da 3,8 miliardi di dollari. China Mnolybdenum cercava un partner per rilevare un azionista di minoranza di Tenke Fdungurume e l’ha trovato nella BHR, nel cui consiglio d’amministrazione sedeva allora Biden junior. La BHR, a sua volta, si è avvalsa di prestiti ricevuti da banche cinesi sostenute dallo Stato e ha successivamente ceduto la sua quota a China Molybdenun. Questa cessione risale al 2019 ed è avvenuta quando Biden Junior controllava il 10% di BHR. Ora, come scrive il New York Times, alla China Molybdenum nessuno dice di conoscere Biden junior.

Il ruolo di Biden junior in Tenke Fungurume era già emerso durante la campagna elettorale che ha portato il padre alla Casa Bianca. Tuttavia non risulta che allora il New York Times se ne fosse occupato. Ora – solo ora – il New York Times ha tolto la polvere a quell’episodio.

Lo ha riesumato con la scusa che il presidente Biden sta varando un piano di spesa con stanziamenti per promuovere le auto elettriche, ma il dominio della Cina nel campo della produzione di cobalto potrebbe disturbare la riorganizzazione dell’industria automobilistica statunitense e la sua conversione alla produzione di auto elettriche. Questo concetto però è espresso nelle ultimissime righe: il resto dell’articolo è tutto su Biden junior e sui suoi affari.

Il New York Times era solito presentare in una luce favorevole Biden senior, il presidente padre dell’uomo di affari. Fino a qualche tempo fa lo dipingeva come il buon patriarca saggio che era riuscito a sfrattare dalla Casa Bianca il facinoroso Trump. Adesso la narrativa del New York Times è radicalmente cambiata. E qualcosa vorrà pur dire anche questo, nei meccanismi che stanno dietro ai nuovi equilibri verso i quali sembra avviato il nostro mondo.

DON QUIJOTE

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