Armando Savini presenta il suo ultimo libro, "Sovranità, Debito e Moneta", per spiegare come l'economia vada vissuta dentro una cornice filosofica, pensata cioè per contribuire al benessere della società umana. "I neoliberisti ragionano come meri contabili, facendo finta di non sapere che l'economia insegue l'obiettivo di migliorare la condizione delle persone in carne ed ossa, non di servire le ragioni ipotetiche di un mercato astratto"

Armando Savini, nel presentare il suo ultimo libro "Sovranità, Debito e Moneta", propone una riflessione profonda sull'economia, sostenendo che essa debba essere concepita come uno strumento al servizio dell'Uomo e non come un fine a sé stante. Secondo Savini, l'economia moderna, influenzata dal pensiero neoliberista, ha perso di vista il suo scopo primario: migliorare le condizioni di vita delle persone. Questa visione riduttiva, che considera l'economia come una mera contabilità, ignora la complessità delle interazioni umane e le reali necessità della società.
Savini critica l'approccio prevalente nell'insegnamento dell'economia, che si basa su modelli neoclassici e neoliberisti, i quali tendono ad atomizzare l'individuo e a considerarlo come un semplice operatore economico. Questo approccio, a suo avviso, non tiene conto della dimensione umana e sociale dell'economia, relegando l'essere umano a una funzione puramente quantitativa. L'economia, sostiene Savini, deve ritrovare la sua dimensione filosofica, in cui l'analisi economica si intreccia con l'antropologia e la metafisica, per rispondere ai bisogni reali della comunità.
Un punto cruciale sollevato da Savini è la questione della moneta e del debito pubblico. Egli sostiene che la moneta non è un'entità astratta, ma una creazione dello Stato, il quale ha il compito di utilizzarla per garantire servizi e benessere ai cittadini. In questo contesto, il debito pubblico viene reinterpretato come uno strumento potenzialmente utile, a patto che venga gestito con saggezza e in funzione degli interessi collettivi, piuttosto che come un fardello da cui liberarsi a tutti i costi.
In un'epoca in cui il dibattito economico è spesso dominato da termini come "spread" e "austerità", Savini invita a una riflessione più critica e profonda. La sua proposta è quella di un'economia che non si limiti a seguire dogmi imposti, ma che sia capace di adattarsi alle reali esigenze della società. La sfida è quindi quella di reintrodurre una visione umanistica nell'economia, che possa contribuire a costruire un futuro più equo e sostenibile per tutti.
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