Candela di preghiera del Presidente Zelensky, recita la pagina di vendita su Etsy. Potete ora comodamente ordinare da casa il cero che raffigura il Presidente ucraino con le mani giunte e  i paramenti da Messa, un aiuto nelle vostre devozioni per l’Ucraina. Una boutade tanto per ridere?

Purtroppo no. Il web straripa di gadget assurdi di questo tenore. Le candele vanno per la maggiore e come nota anche il giornalista Fulvio Scaglione, raffigurano Zelensky vestito persino da Nostro Signore con mano benedicente. Ma ce ne sono per tutti i gusti, da quella con “Zelensky light my fire” (dedicata a chi è devoto al nuovo santo fino all’attrazione fisica), a quelle a colori gialloblu per decorare la casa con l’ultima moda buonista. Very trendy, e per chi vuole completare l’arredo sono disponibili anche cuscini e tazze con riprodotto l’amato volto soffuso delle solite aureole luminose.

Su Amazon il gioco si fa più duro, si vendono magliette con Zelensky imbruttito che chiede altre munizioni (tanto per cambiare), o cover per cellulari col Presidente raffigurato in stile Obama. D’altronde succedeva già da tempo con i gadget degli Azov, dev’essere proprio una passione ucraina (o forse Usa?) quella di trasformare tutto in gadget. Il gialloblu poi imperversa ovunque: non esiste libro che non esca con i noti colori in copertina, dalle fiabe per bambini fino a -colmo dei colmi- l’ultimo uscito dello scrittore della Transnistria Nikolai Lilin, dedicato a Putin.

Tutto è ormai gialloblu perché il messaggio subliminale entri con più sicurezza nelle nostre ormai sopite coscienze. A cominciare dalla metropolitana di Roma, dove i malcapitati pendolari si ritrovano in vagoni interamente dipinti con colori ucraini e messaggi di “pace” (la scusa buonista per fare le guerre). Ma non solo: sempre nella metropolitana di Roma, i videowall che mandano costosi spot pubblicitari 24/7 hanno deciso di prendersi una pausa e trasmettere invece ore di sereni campi di grano.

Più subliminale di così…

Sarebbe però interessante capire se trattasi di una deliberata azione di marketing, o se è solo una delle solite mode internettiane di questi nostri tempi decadenti in cui tutto si vende perché nulla ha più valore. Naturalmente non è possibile stabilirlo, però è certo che esistono agenzie pubblicitarie al lavoro per indurci opinioni sulla guerra e sull’Ucraina. Come ad esempio Banda, agenzia con sede a Los Angeles, a cui è stata commissionata dal governo ucraino una campagna per promuovere il coraggio come “brand” del Paese. Una campagna che andrà in ben 15 nazioni, e che “venderà” il coraggio ucraino a chi conserva ancora qualche dubbio su chi sia “l’aggressore e l’aggredito”.

DEBORA BILLI

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