Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie28 Marzo 2022

“Io sono leggenda”: uno schiaffo da Oscar all’ipocrisia hollywoodiana politicamente corretta

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza il gesto di Will Smith agli Oscar, evidenziando l'ipocrisia della cultura politicamente corretta. Si discute anche del body shaming e delle nuove linee guida per le candidature, che privilegiano le minoranze.
Punti chiave
  • Will Smith ha schiaffeggiato Chris Rock per una battuta offensiva.
  • La moglie di Smith soffre di alopecia, colpita dal body shaming.
  • Le nuove regole degli Oscar premiano film con rappresentanza di minoranze.
  • CODA vince come miglior film, ma suscita dubbi sulla sua qualità.
  • L'ipocrisia di Hollywood si manifesta in contraddizioni evidenti.
L'articolo

Sta mano po esse fero e po esse piuma. Oggi è stata fero. La citazione cinematografica ci sta tutta, anche se stavolta a parlare non è l’immortale Mario Brega ma Will Smith che ha tirato uno bello schiaffone a Chris Rock, presentatore della novantaquattresima notte degli Oscar. Il gesto di Smith in realtà diventa significativo perché rappresenta anche uno schiaffo all’ipocrisia di questi anni.

Perché l’ex principe di Bel Air (che ha anche interpretato Muhammad Ali, con ottimi risultati a quanto pare) ha tirato quello schiaffo a Chris Rock? Perché il presentatore aveva fatto una battuta non esattamente felice su sua moglie, affetta da una rara forma di alopecia e quindi costretta a rasarsi a zero. Insomma l’aveva chiamata “Soldato Jane”. Questa cosa si chiama body shaming,  cioé ironizzare su disgrazie fisiche delle persone, ed è forse l’unica cosa dove il politicamente corretto ha davvero senso: ironizzare sui problemi fisici delle persone non si fa.

Pubblicità

E il bello che siamo nella prima edizione iperinclusiva dove si devono premiare film che parlano di minoranze. In realtà l’obbligo partirebbe dal 2024, ma ci si adegua subito: è stato infatti pubblicato il manuale per i film da Oscar. Se vuoi essere candidato devi per forza  ficcarci dentro donne, neri, LGBT o minoranze varie. Roba da far rabbrividire le linee guida del realismo socialista sovietico, dove era obbligatorio parlare di proletariato anche se il film era ambientato nel Medioevo. E questa notte degli Oscar si è già adeguata alla regola “vince non perché è fatto bene ma perché c’è dentro la minoranza”.

Vince la prima donna sia gay che nera. Donna, gay e nera perché se two gust is megl che one, three is ancor megl. Ha recitato bene? Cosa secondaria.

“Il potere del cane” sulla carta il più quotato perché è un capolavoro ha un difetto: è un western, un genere troppo maschile e bianco. Ma la regista, Jane Campion, è una donna. Quindi Oscar alla miglior regia. Fa niente se Benedict Cumberbatch è un attore stratosferico: troppo maschio bianco etero.

Ed ecco che si arriva all’Oscar per il miglior film, che sarebbe dovuto andare al “Potere del cane”: la statuetta va a CODA, un film sui sordomuti. Magari un ottimo film, ma oramai abbiamo il sospetto che l’argomento abbia prevalso sull’effettiva fattura del film stesso. E qui viene fuori tutta l’ipocrisia hollywoodiana.

Il film premiato parla di drammi dovuti ad una malattia. E il presentatore della Notte degli Oscar in cui viene premiato un simile film, fa allegramente body shaming sulla moglie di un collega. E a questo punto giustamente Will Smith mette la faccenda a posto.

Meno male che Smith è afroamericano come Rock, altrimenti quest’ultimo avrebbe potuto appellarsi al razzismo. Lo schiaffo di Smith è la plastica rappresentazione di un’ipocrisia che abbatte statue di personaggi storici per le loro idee “non inclusive”, ti mette in galera se usi la parola con la n per definire una persona di origine africana, ma la persona di origine africana crede di potersi permettere tutto, anche sfottere le altrui disgrazie fisiche.

Beh, caro Will, di questi noiosissimi Oscar ultrapoliticamente corretti, dove ci si aspettava pure il collegamento con Zelensky (potevano candidare pure lui, dopo il suo World War 3 Tour, ma non rientra nel codice “minoranze”), lo schiaffo è l’unica cosa che resterà.

Io sono leggenda.

ANDREA SARTORI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV, con i contenuti esclusivi del nostro inviato in Ucraina Giorgio Bianchi. Per aiutare Visione TV a sostenere le spese per la missione di Giorgio Bianchi, clicca QUI: anche un piccolo contributo è importante!

Visione TV
AUTORE
Visione TV
Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura
★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Parole Avvelenate - Visione 11/2024
Parole Avvelenate - Visione 11/2024
Perché leggerlo: Il libro affronta la cancel culture e l'ideologia woke, temi centrali nell'articolo riguardo all'ipocrisia e alle contraddizioni di Hollywood.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV