Se la scienza è la nuova chiesa dell’età moderna, allora questa trasmissione è un’eresia, e non perché vi si difendano le credenze e gli stregoni, bensì perché la logica e i fatti la dimostrano.

La trasmissione "Scienza e Massoneria - Terza Roma" affronta un tema di grande rilevanza e controversia, ponendo interrogativi sul rapporto tra scienza e ideologia. Secondo la narrazione, se la scienza rappresenta la nuova chiesa dell'era moderna, le sue affermazioni e pratiche potrebbero essere considerate un'eresia. L'argomento centrale è la distinzione tra conoscenza e ideologia: la prima mira alla verità, mentre la seconda è strumentale alla difesa di specifici interessi, in particolare quelli legati al capitalismo.
Le ideologie scientifiche, come l'atomismo e il meccanicismo, vengono descritte come prodotti di società segrete, in particolare quelle luterane e calviniste, che avrebbero influenzato il pensiero moderno. Le figure di Hieronymus Bosch e Giordano Bruno vengono citate come esponenti di un pensiero esoterico che ha contribuito alla diffusione di tali ideologie. Queste, secondo l'analisi, non sono semplicemente teorie scientifiche, ma piuttosto strumenti di controllo sociale, con un lato esoterico accessibile solo agli iniziati.
Il discorso si sposta poi sull'idea che le ideologie scientifiche siano il risultato di un processo che ha visto il passaggio da un meccanicismo iniziale a forme più recenti come il darwinismo e l'ecologismo, ognuna delle quali ha accumulato contraddizioni rispetto alle precedenti. Si sostiene che la scienza, pur avendo portato a progressi tangibili, sia stata spesso al servizio di interessi materiali piuttosto che della verità. In questo contesto, l'analisi critica della scienza moderna viene presentata come una forma di resistenza contro il conformismo intellettuale.
La trasmissione invita a riflettere sul fatto che la scienza, pur essendo un potente strumento di progresso, può anche diventare un mezzo di manipolazione se utilizzata per sostenere ideologie piuttosto che per cercare la verità. La critica si rivolge non solo alla scienza in sé, ma anche al modo in cui essa è stata storicamente utilizzata per giustificare e mantenere il potere. La questione centrale rimane quindi quella della libertà di pensiero e della necessità di un approccio critico nei confronti di ciò che viene presentato come verità scientifica.
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