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Notizie17 Gennaio 2022

21 febbraio, è ufficiale: esce Truth, il social di Trump. E anche la data non è un caso

Di ·450 contenuti pubblicati
Trump social
Martina Giuntoli analizza il lancio di Truth, il social di Trump, evidenziando il significato simbolico della data di uscita. Si discute anche del contesto politico e delle implicazioni delle investigazioni elettorali in corso.
Punti chiave
  • Truth è il nuovo social di Trump, lanciato il 21 febbraio.
  • La data coincide con la Presidents' Day Holiday negli USA.
  • Truth Social mira a restituire libertà di parola agli esclusi dai social.
  • Elizabeth Warren ha chiesto alla SEC di investigare sui fondi del progetto.
  • Trump continua a influenzare la politica, nonostante la censura.
L'articolo

E come poteva mai chiamarsi il social di Trump se non TRUTH (verità)? Non è forse Trump colui che maggiormente si è  opposto  a giornali e social di regime per le loro fake news da ormai 5 anni a questa parte? Anche sabato scorso durante il suo rally a Florence, Arizona, ha pesantemente calcato la mano su quello che è stato il ruolo malato di un’opposizione fatta di menzogne e falsità.

Adesso, sarà finalmente possibile restituire la libertà di parola a tanti cittadini che come l’ex presidente sono stati esclusi dal mondo dei social. Dal 21 febbraio prossimo infatti sarà possibile scaricare la applicazione della nuova piattaforma, che funzionerà un po’ come Twitter, ovvero con quelli che si chiameranno Truth e re-Truth. Si ricorderà che comunque già da tempo è possibile la preiscrizione al social tramite un servizio di mailing list messo a disposizione dal sito web.

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Truth Social fa parte di quella che si chiama TMTG, una sigla che è l’abbreviazione per Trump Media e Technology Program,  non ha un’interfaccia molto diversa da quella di Twitter, dicevamo, e sicuramente questo  non è un caso. Il “cinguettatore” infatti era il social in assoluto più amato dall’ex presidente, il quale in questo modo non solo si riprenderebbe la possibilità di avere un account e di mantenerlo, ma soprattutto si prenderebbe una sonora rivincita contro i Big Tech che con una mossa definitiva molto discussa lo avevano privato completamente di possibilità di parola dopo i fatti del 6 gennaio, momento in cui venne riteuto colpevole degli attacchi al Campidoglio.

Anche la data di uscita di Truth non è affatto casuale. Il giorno 21 febbraio è infatti festa nazionale in America, la cosiddetta Presidents’ Day Holiday, il giorno dei presidenti. Questa festività ha cadenza annuale ed è celebrata il terzo lunedi del mese. Nata per festeggiare il compleanno di George Washington, è a tutti gli effetti una festività molto sentita dai patrioti e associare questa data all’uscita del social sicuramente ha per l’ex  presidente un significato molto profondo, come a simboleggiare la sua rinascita o il suo ritorno.

Si potrebbe sognare che magari per quella data ci saranno risultati clamorosi nella conta elettorale e che qualche stato decida di decertificare i voti che erano stati ufficializzati il 6 di gennaio durante le marce dei trumpiani a Washington di “Stop the Steal”? In Arizona Trump ha ampiamente parlato della Georgia che incredibilmente ha per la prima volta cominciato una investigazione seria nella frode elettorale. Si ricordi che la Georgia sarà il secondo stato dopo  l’Arizona ad avviare un’inchiesta elettorale . Tutto è partito da Maricopa, per poi diffondersi in altre contee che purtroppo non sono riuscite a far cadere il muro di gomma messo su dai democratici.

Il pericolo è purtroppo sempre il solito, ovvero, le investigazioni che si fermano e che, nonostante evidenze inconfutabili, vengono poi accantonate perchè non trovano sulla propria strada magistrati che si sentono abbastanza coraggiosi da mettersi contro l’establishment e rischiare sulla propria pelle. Ma si sa, c’è sempre un prezzo da pagare per la verità.

A proposito del lancio della società di Trump, la senatrice Elizabeth Warren ha annunciato di aver chiesto alla SEC  di investigare i fondi che hanno sostenuto il progetto multimilionario.

Ma perchè dopo un anno dall’insediamento di Biden continuano a temere Trump? Questa è la domanda da porsi. Dopo tutto, gli amici democratici hanno fatto il loro lavoro, lo hanno censurato, hanno saputo organizzare la truffa ai danni degli elettori, stanno portando avanti la loro agenda, anche se a stento, e tengono saldo quello scettro di potere.

Perchè Trump torna il 21 febbraio con “la verità”. E la verità potrebbe  essere molto amara e risultare indigesta per qualcuno.

MARTINA GIUNTOLI

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