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Notizie6 Maggio 2022

Ultime dall’Azovstal: “Scambiamo i civili con il cibo”. Gli Azov come Al Pacino

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Debora Billi analizza la situazione all'Azovstal, evidenziando le richieste del battaglione Azov per scambiare civili con cibo. Si discute anche del contesto di ostaggi e della resistenza dei militari nonostante la mancanza di risorse.
Punti chiave
  • Il battaglione Azov offre scambi di ostaggi per cibo e medicine.
  • Richiesta di quindici ostaggi per ogni tonnellata di cibo.
  • Civili nell'Azovstal considerati ostaggi dai militari.
  • La resistenza del battaglione Azov solleva interrogativi sul loro obiettivo.
  • Il mainstream tende a non riportare questa notizia.
L'articolo

Nei misteriosi sotterranei dell’Azovstal, dove si sospetta si nasconda di tutto (dai biolab ai generali americani), deve esserci anche una sala cinematografica. Già perché l’ultima ideona del battaglione Azov colà asserragliato da giorni sembra presa pari pari da un film di Al Pacino: “Volete i civili? Libereremo 15 ostaggi per ogni tonnellata di cibo che ci fornirete”.

Lo riferisce a Ria Novosti  uno dei funzionari che sta conducendo le trattative con gli assediati: “Dobbiamo mantenere i contatti con i nazisti di Azov che vi si sono stabiliti e con i rappresentanti della SBU nell’interesse di salvare i civili. Durante i colloqui, ci hanno offerto di scambiare ostaggi civili con cibo e medicine. Le richieste prevedono quindici ostaggi per ogni tonnellata di cibo, oltre alle medicine di cui hanno bisogno. Hanno avvertito che nessun altro civile sara’ liberato se non riceveranno nulla in cambio“.

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Con questa richiesta, degna di un film tipo “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, gli eroici angioli difensori di democrazia e libertà hanno definitivamente gettato la maschera, e infatti il mainstream tende lievemente a non riferire la notizia. I civili che ancora si trovano nell’acciaieria non sono mamme e bambini che stanno lì per farsi proteggere dai cattivi russi, ma veri e propri ostaggi nelle mani di banditi che ora li usano come merce di scambio. Presto chiederanno anche 10 milioni in biglietti di piccolo taglio e un elicottero?

Intanto, il messaggio che traspare da quest’ultimo ricatto è che malgrado le scorte alimentari siano finite, i nazisti hanno comunque intenzione di resistere il più a lungo possibile. Ma visto che non stanno difendendo apparentemente nulla, non sono assediati in una città e anche l’acciaieria è ridotta ad un cumulo di macerie, resta da capire che senso abbia questa resistenza ad oltranza. E quindi torna la domanda che il mondo si sta ponendo ormai da settimane: cosa c’è, davvero, sotto l’Azovstal?

DEBORA BILLI

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