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Notizie13 Aprile 2022

Cosa si nasconde nei sotterranei di Mariupol? PIT 404, il biolab che può dare scacco matto

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza il laboratorio PIT-404 a Mariupol, evidenziando la sua presunta funzione per lo sviluppo di armi biologiche. Si discute anche delle implicazioni geopolitiche legate alla sua scoperta e al coinvolgimento di figure come Hunter Biden.
Punti chiave
  • Pepe Escobar rivela l'esistenza del laboratorio PIT-404 a Mariupol.
  • Il laboratorio sarebbe gestito dalla NATO e situato sotto Azovstal.
  • PIT-404 ospiterebbe circa 3250 persone, tra cui militari e scienziati.
  • Macron avrebbe chiesto corridoi umanitari per il personale del laboratorio.
  • Escobar suggerisce che Putin potrebbe usare le prove contro l'Occidente.
L'articolo

Avreste mai pensato potesse esistere una matrix nella matrix?  Beh, se la risposta è no, potrebbe essere arrivato invece il momento di ricredervi.  E’ il celeberrimo giornalista geopolitico Pepe Escobar a raccontarci una storia davvero pazzesca.

Per capire la  portata devastante della ricostruzione proposta da Escobar, basti sapere che in seguito ai suoi tweet, il giornalista ha avuto il suo seguitissimo account social sospeso, magari un segno nemmeno troppo velato che le sue parole non solo  davano fastidio a qualcuno, ma che stavano letteralmente scoperchiando un potenziale gigantesco vaso di Pandora.

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Escobar parla di una struttura super segreta,  un laboratorio concepito esclusivamente per lo sviluppo di armi biologiche letali dal nome PIT-404 gestito dalla Nato, che sarebbe collocato a Mariupol, Ucraina, sotto le acciaierie dell’Azovstal. Secondo quanto si apprende da altre pagine social, il laboratorio si troverebbe precisamente a 30 metri di profondità, e sarebbe suddiviso in un dedalo di tunnel per un totale di 24 km di estensione,  ospitando all’incirca una popolazione di 3250 persone di cui 3000 militari o guardie e i rimanenti, invece,  personale NATO, ufficiali, diplomatici e scienziati tra cui  italiani, canadesi, tedeschi, turchi, svedesi, polacchi, francesi (anche della legione straniera).

Il nome dell’ipotetico laboratorio ha tra l’altro una bizzarra assonanza con il messaggio  informatico “404, page not found”, in questo caso potremmo dire “404, lab not found”, che quindi ne rivendicherebbe la segretezza più assoluta. Il PIT-404 sarebbe l’area 51 dei laboratori. E così è stato finché, sempre secondo la ricostruzione operata da Escobar, i russi hanno localizzato il luogo proibito.

Ingabbiati e con i russi alle calcagna, alcuni dei residenti del sotterraneo, che pare fosse chiamato amorevolmente dal battaglione Azov “la Fossa”, avrebbero quindi tentato  disperatamente la fuga. Chi non ricorda gli appelli di Macron per attivare corridoi umanitari nei giorni scorsi? Sempre secondo le stesse fonti, Macron avrebbe chiesto l’attivazione dello strumento umanitario non per permettere ai civili di lasciare il paese, ma per consentire la fuga del personale francese dal laboratorio, fuga a tutti gli effetti fallita.

Di fronte al PIT-404, Putin avrebbe potuto facilmente far saltare il laboratorio in aria insieme a coloro che vi erano dentro. Se così ha preferito non agire, c’è un motivo che è a questo punto facilmente comprensibile. Quello che si trova nel sottosuolo sarebbe troppo prezioso per spazzarlo via, meglio quindi salvare quanti più documenti  e testimoni possibili da utilizzare in quello che Escobar chiama “una vera Norimberga-2“, un processo per il quale la Commissione Investigativa Russa starebbe mettendo insieme prove di ogni genere e che starebbe preparando per mostrare al mondo i crimini dell’Occidente.

La resa dei conti quindi sarebbe assolutamente vicina e gli atlantisti sembrerebbero ormai non avere scampo secondo Escobar. Egli  infatti racconta anche di chi e come sarebbero stati trovati i finanziamenti per il laboratorio. Secondo la sua ricostruzione, gli esperimenti sarebbero stati condotti con l’aiuto della compagnia chiamata Metabiota, la stessa compagnia che il figlio di Joe Biden, Hunter Biden, avrebbe aiutato a finanziare per anni con denaro dei pubblici contribuenti statunitensi, informazione recentemente fuoriuscita dalle mail contenute nel suo laptop.

E mentre il mainstream racconta soltanto della (strana) lunga permanenza dei russi a Mariupol nella zona delle acciaierie, permanenza che troverebbe apparente spiegazione nell’obiettivo russo di affrontare il battaglione Azov,  la ricostruzione di Escobar permetterebbe di comprendere la partita in gioco: in un colpo solo, Putin potrebbe dare scacco matto alle forze NATO e agli USA in primis.

MARTINA GIUNTOLI

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