Terra e mare: il patto Aukus anticipa lo scontro tra l’Europa e l’anglosfera?

Il patto militare tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia denominato Aukus è deflagrato sugli scenari geopolitici mondiali. Uno spostamento di asse che sembrerebbe pensato in funzione di contenimento della crescente minaccia cinese: soprattutto la presenza dell’Australia fa sì che questo nuovo patto militare, che di fatto supera la NATO, ridisegni la geopolitica mondiale spostando gli interessi dell’anglosfera dall’Europa e dal Medio Oriente al Pacifico. Proprio come accadde anche durante la Seconda Guerra Mondiale, quando per l’oramai emersa superpotenza americana -che aveva scalzato l’Impero Britannico- l’espansione giapponese rappresentava una preoccupazione maggiore rispetto all’avanzata di Hitler in Europa.

Il patto Aukus ha però provocato malumori anche in Europa: la “crisi dei sottomarini” ha ridato fiato a quella storica rivalità tra la Francia e la Gran Bretagna che pareva oramai sepolta dai tempi di Waterloo, mentre anche i principali leader europei sono critici verso questo nuovo patto militare  e già si parla, almeno nella propaganda di regime, di un’Europa che si andrebbe a sostituire agli Stati Uniti come guida del mondo. E se da una parte abbiamo l’anglosfera che, come è già storicamente avvenuto, si oppone a progetti egemonici sulla terraferma, dall’altra parte l’Unione europea, se critica di questo accordo, non può che avvicinarsi alle due potenze terrestri, Russia e Cina.

L’Unione europea stretta tra Russia e Cina somiglia però all’Italia fascista nell’Asse Roma-Berlino-Tokyo: l’anello debole della catena, nonostante le sue smisurate ambizioni. Anche a causa delle sue divisioni sulla questione Russia: solo pochi giorni fa la Corte di Strasburgo ha dichiarato la Russia colpevole dell’avvelenamento di Litvinenko, mentre, nonostante l’attendismo di Putin per il dopo Merkel e i vari affari sul fronte del gas, le relazioni tra Germania e Russia restano molto critiche.

Certamente il nuovo patto segna quasi certamente la fine della NATO e il conflitto tra Europa e anglosfera era già stato riacceso dalla questione della Brexit riportandoci ai tempi di Napoleone. Il nuovo patto sembra nuovamente scavare un solco ancora più profondo.

Ora, cosa farà l’Europa? I rapporti tra Russia e anglosfera sono cattivi, ma forse non quanto quelli con l’Unione europea. Se tra Biden e Putin è comunque in atto un dialogo, va detto che la posizione russa sulla UE, anche a causa della questione ucraina, è molto peggiore, tanto che il solitamente diplomatico ministro degli Esteri di Mosca Lavrov ritiene che tra Europa e Russia non vi sia possibilità di relazioni.

La situazione dell’Europa tra l’incudine e il martello, in un mondo dove oramai sono saltati tutti gli schieramenti formatisi all’indomani del 1945, ricorda anche quelle dell’Europa napoleonica e  dell’Europa nazista: un insieme di Stati tenuti insieme con la forza da Francia e Germania, e destinati allo scontro con il mondo di lingua inglese e la Russia. Nel primo caso la sconfitta è assicurata dal fatto che l’anglosfera è tradizionalmente proiettata sul mare e l’Europa proiettata sulla terra, e la potenza di mare nella Storia prevale sempre: la sconfitta di Napoleone era già scritta all’apice della sua potenza, grazie all’ammiraglio Nelson.

Dall’altra parte lo scontro con la Russia da parte di potenze europee ha sempre dato un esito infausto. I cattivi rapporti tra anglosfera e Russia non devono trarre in inganno: nemmeno ai tempi di Napoleone e Hitler i rapporti tra San Pietroburgo e Londra, e Mosca e Washington, erano buoni. A tal punto che sia lo zar che Stalin in un primo momento guardarono ai futuri invasori come alleati, e in seguito deflagrarono nel Grande Gioco e nella Guerra Fredda dopo che l’avversario europeo era stato annientato.

Il patto anglofono ha anche un vantaggio sui suoi avversari: tutti gli Stati che ne fanno parte hanno una politica estera con obiettivi comuni. Ora, senza andare ad esaminare anche le criticità che sulla lunga distanza potrebbero dividere Russia e Cina specie su Siberia e zone di influenza di confine, la stessa Unione europea al suo interno oggi si trova più divisa che mai: con una Germania che ha pensato solo a se stessa e al suo benessere anche a scapito delle altre nazioni (segnatamente la Grecia), una Francia ancora malata di grandeur napoleonica che di fatto ha condotto una guerra contro l’Italia in Libia, mentre gli Stati dell’ex Patto di Varsavia guardano con estremo sfavore, ricambiati, a Bruxelles.

Questi sono gli indubbi vantaggi dell’Aukus sull’Unione europea, una wannabe superpotenza che verrebbe travolta per prima dallo scontro. E che comunque non è più guardata come il centro del mondo, in quanto la vera battaglia si combatterà con l’unica vera altra superpotenza, la Cina, nel Pacifico. E nonostante la crisi Evergrande e il fatto che militarmente la Cina non sia certo a livello americano, la partita lì è apertissima.

ANDREA SARTORI

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