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Notizie16 Novembre 2021

Speranza stoppa uno dei tanti deliri dilaganti: “In Italia si curano tutti, anche i no vax”

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Debora Billi analizza l'intervento di Speranza riguardo al trattamento dei no vax, evidenziando la necessità di mantenere l'universalità del sistema sanitario. Si discute anche delle recenti affermazioni controverse da parte di medici e del clima di tensione sociale.
Punti chiave
  • Speranza ribadisce che tutti devono essere curati, indipendentemente dal vaccino.
  • L'intervento è una risposta a dichiarazioni estreme di alcuni medici contro i no vax.
  • C'è preoccupazione per il clima di tensione sociale e possibili disordini.
  • Le affermazioni contro i non vaccinati sono state amplificate dai media.
  • Si evidenzia una deriva etica nel trattamento dei pazienti non vaccinati.
L'articolo

E’ dovuto intervenire Speranza. No, dico: Speranza. Il delirio medici/media contro i cosiddetti no vax ha raggiunto livelli talmente parossistici che c’è stato bisogno dell’intervento del ministro della Sanità per riportare tutti alla ragione:

“Se una persona sta male, va curata. Non conta se uno è ricco, il colore della pelle, dove è nato. Non conta nemmeno se è vaccinato. Non può essere un condizione come il ‘non vaccinato’ a spingerci a trattare diversamente una persona. Questa impostazione -dice facendo riferimento alla linea stabilita ad esempio a Singapore- va oltre i limiti che la Costituzione ci impone. Non arriverei al punto di dire che se una persona non è vaccinata non la curiamo: il paese deve difendere il proprio impianto universalista, questo non è negoziabile”.

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Come mai proprio Speranza, il vaccinatore in chief, si è spinto a ricordare alla Nazione i principi etici del sistema sanitario universale? Forse perché parecchi principi etici, negli ultimi mesi, sono finiti nel secchione. Negli ultimi giorni si è assistito ad un’escalation di affermazioni demenziali e di sapore nazista da parte dei medici, subito doverosamente amplificate dai media. Ad esempio il dottore di Recanati, che rifiuta i pazienti non vaccinati, emulo di quel medico reggino che già ad aprile attaccava cartelli per cacciare i non vaccinati dal suo studio; o la dottoressa di Napoli e la farmacista di Bergamo che rifiutano di tamponare i no vax. Tutti intervistatissimi dalle tivù o dalle pubbliche gazzette. Così come il mainstream con la medesima insistenza riporta le “minacce” dalla Germania e quelle da Singapore, dove i novax devono curarsi a spese proprie.

Tanto accanito rimestare nell’opzione “nucleare”, ovvero “non vi curiamo più”, aveva condotto anche i virologi mediatici a discutere pubblicamente della questione, pur prendendone le distanze. Mentre sui social si rincorrono racconti di persone respinte dagli ospedali, o umiliate in pubblico da medici e infermieri, per la loro condizione di non vaccinati. Molti, troppi tra i cittadini vaccinati hanno cominciato a prendere sul serio l’ipotesi di abbandonare al suo destino chi non si è piegato al siero: e discutere seriamente di non curare la gente in base alle proprie scelte denota una deriva da malattia mentale generalizzata, prima ancora che da Stato totalitario.

Speranza non è certo intervenuto perché amante della Costituzione, sia chiaro: ogni volta che costoro gettano acqua sul fuoco e vanno in controtendenza (accade raramente), è perché temono disordini sociali. Quanto ci vorrà, devono essersi chiesti nelle alte sfere, prima che qualche paziente perda appunto la pazienza e decida di passare alle vie di fatto in Pronto Soccorso o dal medico di famiglia? Meglio fermare questo delirio generale prima che degeneri. Questo delirio, perché le altre follie (tipo: fermiamo i treni se qualcuno starnutisce) continuano ad essere implementate senza problemi. Mica vi eravate fatti illusioni?

DEBORA BILLI

 

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