E’ dovuto intervenire Speranza. No, dico: Speranza. Il delirio medici/media contro i cosiddetti no vax ha raggiunto livelli talmente parossistici che c’è stato bisogno dell’intervento del ministro della Sanità per riportare tutti alla ragione:

Se una persona sta male, va curata. Non conta se uno è ricco, il colore della pelle, dove è nato. Non conta nemmeno se è vaccinato. Non può essere un condizione come il ‘non vaccinato’ a spingerci a trattare diversamente una persona. Questa impostazione -dice facendo riferimento alla linea stabilita ad esempio a Singapore- va oltre i limiti che la Costituzione ci impone. Non arriverei al punto di dire che se una persona non è vaccinata non la curiamo: il paese deve difendere il proprio impianto universalista, questo non è negoziabile”.

Come mai proprio Speranza, il vaccinatore in chief, si è spinto a ricordare alla Nazione i principi etici del sistema sanitario universale? Forse perché parecchi principi etici, negli ultimi mesi, sono finiti nel secchione. Negli ultimi giorni si è assistito ad un’escalation di affermazioni demenziali e di sapore nazista da parte dei medici, subito doverosamente amplificate dai media. Ad esempio il dottore di Recanati, che rifiuta i pazienti non vaccinati, emulo di quel medico reggino che già ad aprile attaccava cartelli per cacciare i non vaccinati dal suo studio; o la dottoressa di Napoli e la farmacista di Bergamo che rifiutano di tamponare i no vax. Tutti intervistatissimi dalle tivù o dalle pubbliche gazzette. Così come il mainstream con la medesima insistenza riporta le “minacce” dalla Germania e quelle da Singapore, dove i novax devono curarsi a spese proprie.

Tanto accanito rimestare nell’opzione “nucleare”, ovvero “non vi curiamo più”, aveva condotto anche i virologi mediatici a discutere pubblicamente della questione, pur prendendone le distanze. Mentre sui social si rincorrono racconti di persone respinte dagli ospedali, o umiliate in pubblico da medici e infermieri, per la loro condizione di non vaccinati. Molti, troppi tra i cittadini vaccinati hanno cominciato a prendere sul serio l’ipotesi di abbandonare al suo destino chi non si è piegato al siero: e discutere seriamente di non curare la gente in base alle proprie scelte denota una deriva da malattia mentale generalizzata, prima ancora che da Stato totalitario.

Speranza non è certo intervenuto perché amante della Costituzione, sia chiaro: ogni volta che costoro gettano acqua sul fuoco e vanno in controtendenza (accade raramente), è perché temono disordini sociali. Quanto ci vorrà, devono essersi chiesti nelle alte sfere, prima che qualche paziente perda appunto la pazienza e decida di passare alle vie di fatto in Pronto Soccorso o dal medico di famiglia? Meglio fermare questo delirio generale prima che degeneri. Questo delirio, perché le altre follie (tipo: fermiamo i treni se qualcuno starnutisce) continuano ad essere implementate senza problemi. Mica vi eravate fatti illusioni?

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