Diceva il compianto filosofo Costanzo Preve che gli intellettuali di oggi sono più stupidi delle persone comuni. Preve inquadrava una problematica epocale che sta alla base della degenerazione della qualità del dibattito cui assistiamo in questi mesi.

Dovremmo però apporre una nota a margine della riflessione del filosofo nato a Torino, ossia che tale forma di stupidità è battuta dal delirio narcisistico posseduto dalla categoria incarnata dai personaggi del mondo dello spettacolo.

Molti di voi avranno ben presenti le recenti dichiarazioni dell’attore e regista americano Sean Penn secondo cui basterebbe un miliardario per porre fine alla guerra in Ucraina, una assurdità addirittura circostanziata con un calcolo economico sugli F-15 e gli F-16 che potrebbero essere acquistati, a difesa della Ucraina, si intende.

Il problema, in effetti, va qui in analizzato in una forma diversa rispetto alle farneticazioni di certi intellettuali; le parole di Penn rappresentano perfettamente una classe di estremamente privilegiati che non ha mai utilizzato questa posizione di indubbio favore e fortuna per studiare, crescere, approfondire, ma che, al contrario è stata colta dalla “sindrome di Re Mida”, dunque si sente in dovere di sproloquiare su qualsiasi cosa solo per il fatto che sono famosi. Come se il successo facesse accedere ad una diversa categoria antropologica.

Nulla conta il fatto che si possa essere effettivamente dei seri professionisti (Penn lo è indubbiamente), poiché si vive in una sorta di accecamento costante. Da questo punto di vista sbaglia chi pensa che certe uscite dei personaggi del mondo spettacolo siano eterodirette, poiché invece sparare la prima fesseria che si ha in mente è proprio la cifra del loro conformismo. Ed è naturalmente il conformismo derivante da quella che Lasch definiva “cultura del narcisismo”.

Ecco perchè, in fondo, anche noi abbiamo il nostro Sean Penn: non fa l’attore, non è un serio professionista, ma la dinamica è la stessa.

Il fenomeno nostrano Mattia Santori, attualmente consigliere comunale a Bologna, è il prodotto della medesima “Società dello Spettacolo” che consente ad attori e musicisti di improvvisarsi esperti di strategia, o magari astrologia, cucina mediorientale, etc…

Santori è il figlio perfetto della “civile Bologna”, messo lì coi voti dei laureati di quella città, convinti – come lui – di incarnare l’avanguardia intellettuale di questo paese. Una uscita surreale come quella del cane che azzanna le oche, così come l’idea dello stadio di frisbee, non possono essere (solo) il frutto di una congenita stupidità, ma affondano le loro radici in una forma delirata e delirante di narcisismo per cui si immagina ogni proprio parolibero estemporaneo come una visione da illuminato.

Riportare alla realtà – talvolta cruda – degli eventi, sarebbe il maggior regalo che possiamo fare a questi personaggi. Nel frattempo interpretiamo i loro pensieri come il frutto di un disordine interiore. Anche questa è una forma di carità.

ANTONELLO CRESTI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV, con i contenuti esclusivi del nostro inviato in Ucraina Giorgio Bianchi. Per aiutare Visione TV a sostenere le spese per la missione di Giorgio Bianchi, clicca QUI: anche un piccolo contributo è importante!

  • 3392 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3157 Sostenitori