Anche quando la guerra sarà finita, scordatevi il gas russo. Questo il succo pratico del documento (per ora segreto) che l’Unione europea ha iniziato a discutere lunedì 14 novembre 2022.

Ovviamente l’Italia, come gli altri Stati membri, si troverà legata mani e piedi alle decisioni dell’Ue.

Il documento parla delle nuove basi delle relazioni fra Unione europea e Russia. Proprio ora che sembrano aprirsi spiragli di pace per l’Ucraina, l’Ue mostra di volersi comportare nei confronti della Russia come l’ultimo giapponese e come la prima testa di cuoio dell’Occidente. Infatti il documento ruota su due cardini: isolare la Russia a livello internazionale; imporle “misure restrittive” (leggi: sanzioni) per impedirle di fare la guerra. E questo per sempre, o almeno fino a nuovo ordine: non solo finché dura la guerra in Ucraina.

Il documento in questione è segreto – come nelle più pure tradizioni dell’Ue – ma testate specializzate sono in grado di fornire riassunti ed anticipazioni.

In traduzione:

Documento trapelato: l’Ue comincia a rivedere i principi delle relazioni con la Russia.

Ha messo a punto il documento, scrive Euractiv, il capo della diplomazia (diplomazia?) Ue, Borrell. Non una parola, stando a quanto riferisce Euractiv, su una normalizzazione postbellica delle relazioni fra Ue e Russia. Anzi, lo scenario attuale dell’autolesionistica rottura dei ponti commerciali con la Russia è proiettato verso un futuro indefinitamente lungo. Praticamente, dovrebbe diventare la nuova normalità.

A corollario a questa linea, il documento caldeggia l’allargamento dell’Unione europea. Ovvero, anche se non è detto esplicitamente, l’ingresso nell’Ue innanzitutto di Ucraina e Moldova, e poi magari anche dei pochi Paesi balcanici che ancora sono fuori dal blocco. Questo, scrive Borrell, avrebbe lo scopo di creare un ambiente stabile e sicuro in Europa.

Tuttavia – anche se non lo si legge nelle anticipazioni diffuse dalla stampa – l’effetto di una politica del genere sarebbe quello di privare la Russia di qualsiasi possibilità di legami e scambi commerciali all’interno del Vecchio Continente. E con ogni probabilità è proprio qui che Borrell vuole andare a parare.

Ancora, nel documento si parla della necessità di rafforzare la difesa dell’Ue e di lavorare insieme alla Nato e ai “partner di tutto il mondo” per “difendere e rafforzare l’ordine internazionale basato sulle regole” rigettando qualsiasi principio delle sfere di influenza. Come se il richiamo alla Nato non fosse, esso stesso, l’ammissione che l’Ue si trova nella sfera di influenza statunitense.

Si parla anche della necessità di evitare “la manipolazione delle informazioni e le interferenze della Russia”. Ovvero, continuerà ad essere impossibile avere accesso a media come Sputnik News e RT Russia, che rispecchiano il punto di vista russo. Anche in futuro bisognerà abbeverarsi esclusivamente a fonti che rispecchiano invece il punto di vista occidentale. Col postulato implicito che soltanto queste ultime, al contrario delle prime, siano vergini dalla propaganda.

E se l’Ue mirerà ad impedire “manipolazioni” e “interferenze” russe, essa stessa invece cercherà di ingerire (almeno di fatto) negli affari interni russi. Infatti il documento cita la necessità di appoggiare “la società civile, i difensori dei diritti umani e i media indipendenti”.

La prima discussione dei nuovi principi relativi alle relazioni con la Russia, che ha appunto avuto luogo ieri, ha coinvolto i ministri degli Esteri degli Stati Ue. Riunioni di questo genere sono di regola segrete, e anche in questo caso si hanno scarse informazioni su ciò che ne è emerso. Si sa però, almeno a quanto scrive Euractiv, che le linee tratteggiate da Borrell piacciono alla Germania e ad altri, ma non a tutti. I “falchi” dell’Ue vorrebbero infatti affermazioni più forti.

Ancora più forti. Cosa è ancora più forte delle sanzioni e dell’isolamento internazionale che Borrell auspica per la Russia? Forse solo una guerra guerreggiata.

GIULIA BURGAZZI

 

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