Cosa mancava nel panorama elettorale italiano? Dunque, il partito green pro Greta c’è; quello filo Schwab e Grande Reset anche; tra i vaccinisti c’è solo la difficoltà della scelta, praticamente tutti si inchinano a quella “scienza” che, come sappiamo, scienza non è. Così come tutti si affrettano a giurare fedeltà assoluta alla Nato e alle sue guerre, sia le attuali che le prossime: l’ultimo in ordine di apparizione è Salvini, che stamattina ha compiuto il doveroso inginocchiamento. L’Italia sarà sempre al fianco della Nato e dei Paesi liberi”, ha appena dichiarato, includendo quindi tra i Paesi liberi l’Ucraina (che ridere).

Ma il sistema sa perfettamente che esiste una vasta percentuale di elettori, finora inclusa nell’astensione, che ha care alcune istanze che il panorama di partiti inginocchiati non offre. E se gli elettori antivaccinisti e anti pass non impensieriscono chi comanda (a conti fatti ritengono -sbagliando- che si tratti di una percentuale piccola, e soprattutto gestibile con la campagna in corso per indurli all’astensione), gli italiani contrari alla guerra rappresentano invece una spina nel fianco. I sondaggi degli ultimi mesi, malgrado il martellante lavaggio del cervello sui “russi cattivi”, presentano risultati inequivocabili: almeno il 50% del pubblico disapprova l’azione della Nato e sostiene la Russia, Paese considerato da sempre amico.

Non si può assolutamente rischiare che il voto di tutti questi italiani, perfettamente consapevoli che la guerra Nato porterà distruzione economica e ulteriore oppressione (coprifuoco, razionamenti, ecc) finisca ai partiti extraparlamentari che si stanno organizzando su basi, appunto, antiregime. E così, il sistema attiva i suoi anticorpi e prepara la trappola: siete anti Nato? Pro Putin? Lasciate stare i partitini nuovi, eccovi il partito da votare: un calderone di vecchie cariatidi televisive riesumate per le loro antiche posizioni antiamericane, e usate come specchietto per le allodole.

Michele Santoro in primis, a cui si accoderà gente come Sabina Guzzanti, Luigi De Magistris, e quel Sandro Ruotolo che fu il primo a proporre l’obbligo vaccinale per gli over 40. Persino Di Battista è in odore di candidatura col minestrone, lui da sempre filorusso ma che non ha mai detto una parola sul regime sanitario. Pensa di essere legittimato a parlare di denazificazione in Ucraina a un Paese, l’Italia, che ha vissuto 2 anni di lager?

Il sistema elettorale italiano è come un supermarket: deve offrire tutti i gusti, per portarli poi in massa a casa del padrone. Liquidati i novax come “partiti dell’antiscienza” (il nuovo slogan appena coniato dalle agenzie di PR), contenuti gli altri scontenti inducendoli ad astenersi e non disturbare, incanalati i filorussi con qualche pupazzo antiamericano ma iper nazi su pass e Covid, ora la quadra è trovata e il sistema è tranquillo.

O meglio, “sta sereno”. E come tutti coloro che si sentono troppo sereni, si ritroverà con la sgradita sorpresa: gli italiani sono molto meno fessi di quanto non sia sembrato negli ultimi due anni. E molto poco propensi a cadere in altre stupide trappole.

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