Dopo la tanto sospirata fumata bianca al colle, e la grande intesa per rispedire, o meglio, lasciare Mattarella al suo posto,  a chi verrebbe in mente di fondare un nuovo partito quando ormai nulla di quello che è alle camere corrisponde più al volere popolare? Beh ci pensa Salvini, che se ne esce con una ideona degna dei migliori eroi fantozziani. In una intervista sul quotidiano Il Giornale, Salvini spiega meglio “(…)Se non cambiamo adesso il centro destra, significherà vivacchiare, e vivacchiare significherà morire. O trasformiamo l’Italia adesso o mai più. Siamo ad un bivio.(…)” e continua  “(…)quello che ho in mente è una grande alleanza tipo partito repubblicano all’americana(…)”.

Ma esattamente cosa ha in mente il leader del Carroccio quando parla di partito repubblicano? Molti dalle nostre parti potrebbero essere tratti in inganno dalla naturale associazione che si fa tra il partito repubblicano e Donald Trump, quando invece è proprio lo stesso Trump ad affermare che  “il problema non è scegliere tra repubblicani e democratici”, visto che l’intera politica andrebbe riformata dalle fondamenta, “bensì tra chi ha certi valori e chi li tradisce, a spese dei cittadini (…)”. Quindi se è il classico partito dei Rinoceronti cui Salvini si ispira e che vorrebbe importare nella nostra penisola, forse sarebbe meglio non accettare la proposta e respingere l’offerta al mittente. I peggiori traditori sono proprio coloro da cui non ti aspetteresti  una pugnalata, ma ancora peggio è  quando la pugnalata non sai da chi aspettartela perché “Alla fine democratici o repubblicani sono solo due facce della stessa medaglia”e proprio in quest’ottica molti personaggi politici americani sono stati impietosamente esposti da Trump per corruzione e mal governo, sia da una parte che dall’altra, in pari misura.

Quando nel 2016 Trump ha scoperchiato il grande vaso politico americano, repubblicani e democratici non solo erano entrambi colpevoli in correità per aver commesso le peggiori frodi ed i peggiori crimini nei confronti dei cittadini statunitensi, ma erano solo in apparenza fermi su posizioni politiche opposte. La realtà era che l’establishment aveva solo pensato a conservare la propria posizione politica e di potere recitando nello scadente  teatrino del Senato giusto  per salvare le apparenze davanti agli elettori. E come dimenticare, poi, le guerre “repubblicane” promosse da Bush, che ricalcano lo stile della guerra in Ucraina tanto cara ai dem?

Se è questo a cui Salvini si ispira, ovvero un partito che fa “accordi di larghe intese” inserendo al suo interno, come lui stesso ha affermato “persone di estrazione politica diversa”, allora  onestamente è lecito credere che questo progetto non faccia gli interessi  dell’elettorato. Anche perché alla fine, cosa mai cambierebbe tra la sua “nuova” proposta politica e l’attuale maggioranza di governo? Cambierebbe il nome, ma non la sostanza. Se Salvini ne volesse addirittura tirare fuori un partito, giusto per salvare il salvabile nel post pandemia, sarebbe come autorizzarlo a metter su una formazione di inciuci da palazzo.

Sarebbe quindi da chiedersi se è proprio una super idea per Salvini quella di esporsi con un progetto del genere, perché per gli italiani molto probabilmente non lo è.

E ricordargli anche che oltre oceano c’è chi  sta compiendo proprio l’operazione opposta.

MARTINA GIUNTOLI

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