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Notizie28 Settembre 2021

Russia, Cina, Iran contro Aukus: si formano gli schieramenti

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza il nuovo patto militare Aukus, evidenziando la risposta di Russia, Cina e Iran. Si discute anche delle implicazioni geopolitiche e della crescente competizione tra potenze emergenti e anglosassoni.
Punti chiave
  • Il patto Aukus è un'alleanza militare tra Regno Unito, Stati Uniti e Australia.
  • Russia, Cina e Iran si uniscono contro l'Occidente, formando un nuovo schieramento.
  • La cooperazione tra Russia e Iran si basa su relazioni storiche e militari.
  • L'Unione Europea rischia di rimanere isolata nella nuova geopolitica mondiale.
  • La Cina è emersa come superpotenza, mentre la Russia ha recuperato influenza globale.
L'articolo

Il nuovo patto militare tra Regno Unito, Stati Uniti e Australia è stato pensato in funzione anticinese, ma ovviamente la Cina non sta a guardare. Se da anni è presente un patto tra Russia e Cina, ora pare che anche un’altra importante potenza regionale, la Repubblica Islamica dell’Iran, stia entrando a pieno titolo nel patto delle cosiddette “potenze emergenti”.

Il vecchio BRICS, il patto economico tra Russia, Cina, India, Brasile e Sudafrica, è morto un po’ per le diatribe territoriale tra India e Cina e un po’ per le posizioni filostatunitensi del presidente brasiliano Jair Bolsonaro e quindi il patto tra Russia e Cina è in cerca di nuovi alleati.

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In realtà la cooperazione tra Russia e Iran non è cosa di ieri: da anni Mosca fornisce a Teheran il know how per il suo programma nucleare e la vicinanza tra Putin e il governo iraniano è il frutto di anni di intense relazioni. In realtà Putin ha portato Mosca a giocare un ruolo chiave nel Medio Oriente, riuscendo a fare da ago della bilancia tra gli arcinemici Iran e Israele, mantenendo ottimi rapporti con entrambe le potenze.

La posizione di Putin è molto particolare. Nonostante i proclami, Mosca non ha mai del tutto chiuso il dialogo con l’Occidente che è sempre apparso molto più diffidente e maldisposto verso la Russia, portando avanti un atteggiamento da Guerra Fredda. Dall’altra parte, nonostante l’alleanza tra Russia e Cina appaia solidissima, vi sono alcune secolari dispute territoriali non da sottovalutare che potrebbero in futuro incrinare i rapporti tra i due Paesi, anche se questo potrebbe essere rimandato in un prossimo futuro, dopo l’eventuale sconfitta del blocco anglofono, così come la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica iniziò dopo la sconfitta dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo.

La formazione dei due schieramenti però oramai pare inevitabile: Russia, Cina e Iran contro Stati Uniti, Regno Unito e Australia.

Fare pronostici su chi vincerà è molto difficile. Da un lato, nonostante la recente crisi Evergrande che ha appannato non poco l’immagine della potenza economica cinese, il mondo anglosassone appare in decisa decadenza politica, economica e, dopo il disastro afghano, anche militare rispetto al maggior smalto delle potenze emergenti. La Russia, ad esempio, è reduce da una serie notevoli di successi militari che, in Ucraina e Siria, hanno ridimensionato parecchio la prepotenza statunitense.

Dall’altro lato si ripresenta il vecchio scontro tra potenze di terra e potenze di mare e d’aria: i Paesi anglosassoni, anche per via della loro posizione geografica, hanno da sempre sviluppato la marina e l’aviazione, e sono queste armi che hanno giocato un ruolo fondamentale nelle loro vittorie passate: basti pensare al ruolo della marina britannica nella sconfitta dell’Impero Spagnolo, di Napoleone e a quello dell’aviazione nella sconfitta di Hitler mentre Cina, Russia e soprattutto Iran sono innanzitutto potenze di terra. Inoltre l’Aukus mira strategicamente a chiudere il mare in una cintura attorno al blocco eurasiatico, cercando di isolarlo, usando la strategia con la quale Nelson intrappolò i francesi in Egitto.

Sta di fatto che si stanno per scontrare due mondi, quello eurasiatico e quello atlantico, l’Oceano contro il Continente, e la vittoria è tutt’altro che scontata. Se venti anni fa non ci sarebbe stata gara, tra un blocco anglosassone e Russia, Cina e Iran oggi le cose sono assai diverse: la Cina è oramai una superpotenza emersa, la Russia putiniana si è finalmente lasciata alle spalle gli anni di Eltsin ed è tornata prepotentemente sul palcoscenico mondiale e infine l’Iran si sta ritagliando un suo spazio come potenza regionale.

Chi pare davvero irrilevante è l’Unione europea. Nonostante le farneticazioni di Brunetta sulla superpotenza europea a guida Draghi pare proprio che l’Europa non desti il minimo interesse e, a causa dei pessimi rapporti sia con Biden che con Putin, rischi di trovarsi isolata. E non è certo Draghi quello che pare una guida per un’Europa anti-Aukus. A muoversi è il presidente francese Macron che pare voler prendere il posto della Merkel come guida dell’Europa. E’ Macron ad aver firmato un patto difensivo con Atene che suona come una risposta all’Aukus. Certo però che dinanzi a quegli altri colossi il patto franco-greco pare una pulce.

Il “Nuovo Ordine Mondiale” che si sta profilando appare sempre più quello descritto in una celeberrima canzone dei Genesis.

ANDREA SARTORI

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