Razionare il gas già ora. Il doloroso suppostone arriverà da Bruxelles domani, mercoledì 20, insieme ai piani dell’Unione Europea per risparmiare gas. L’UE chiederà risparmi teoricamente per ora volontari ma presumibilmente presto obbligatori.

Secondo le anticipazioni del Financial Times, l’Unione Europea sta ancora discutendo sia le multe (pure quelle!) da far pagare a chi non raggiungerà il prescritto risparmio sia gli obiettivi del risparmio stesso. Però ieri, lunedì, l’IEA (International Energy Agency) ha pubblicato uno studio che calcola quanto gas l’Unione Europea dovrà risparmiare nei prossimi tre mesi per sperare di passare l’inverno. Per farla breve: un bagno di sangue.

Sullo sfondo c’è la prospettiva, ormai data per praticamente certa, che nel giro di qualche tempo la Russia chiuda del tutto il gas all’UE. Sarebbe una ritorsione contro le sanzioni  UE, così ben pianificate e preparate da essere state istituite prima di trovare fornitori alternativi. Il Nord Stream che porta gas russo in Germania è già fuori servizio, si teme a tempo indeterminato.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale lo stop totale del gas russo può costare il 6% del PIL all’Italia e all’Ungheria. La Commissione Europea parla “solo” dell’1,5% del PIL in meno. Ma sarebbe la media UE: la famosa media del pollo del quale l’Italia mangerebbe  solo gli ossicini.

Mentre l’UE cincischia con obiettivi di risparmio volontari (ma obbligatori se le cose si mettono male, cioè quasi certamente) e con le relative multe per gli indisciplinati, l’IEA ha già fatto tutti conti per benino. In sostanza: se vuole fronteggiare il probabile stop del gas russo in autunno, entro il primo ottobre (inizio del riscaldamento invernale in molti Paesi) l’UE deve riempire almeno al 90% tutti gli stoccaggi. Anche così tuttavia, dice sempre l’IEA, bisogna mettere in conto possibili sospensioni del riscaldamento a fine inverno.

Chissà come si potrà fare in primavera e nell’inverno 2022-23. Ma su questo terreno, l’IEA non si avventura. Spiega invece che per riempire al 90% gli stoccaggi (che ora sono ufficialmente al 64%) è necessario risparmiare in tre mesi  12 miliardi di metri cubi di gas. Difficile che l’UE, mercoledì, proponga qualcosa di molto diverso.

Per spiegare l’impatto di questi 12 miliardi, bisogna guardare al di là dei calcoli dell’IEA. Secondo la Commissione Europea, in un anno “normale” l’UE consuma 400 miliardi di metri dubi di gas, provenienti da tutti i fornitori. Sono 100 miliardi di metri cubi di gas al trimestre. I 12 miliardi di metri cubi che l’IEA suggerisce di risparmiare entro il prossimo trimestre dunque rappresentano il 12% del consumo abituale.

Per raggiungere questo obiettivo, l’IEA suggerisce le solite cose, che verosimilmente l’UE farà proprie. Fondamentalmente, ridurre l’impiego del gas per produrre energia elettrica, ovvero usare il carbone, il più sporco dei combustibili fossili: ma non lo nomina per non far piangere Greta. Ridurre l’impiego di elettricità nelle case (grazie!) istituendo regole e controlli. Non si citano esplicitamente regole e controlli per ridurre anche il consumo di gas, ma in uno scenario del genere è difficile non immaginarli.

Infine, l’IEA dice che bisognerebbe ridurre anche il consumo industriale di gas, incentivando le aziende rinunciare ad una parte delle forniture già pattuite e ad immetterle invece sul mercato.

Una prospettiva del genere significherebbe unire la riduzione della produzione industriale ai dolorosi tagli nell’uso di energia nelle case. Probabilmente non ci sarebbero gravi perdite nei profitti: le imprese incassano vendendo il gas al quale rinunciano. Porterebbe verosimilmente con sé, invece, meno lavoro.

GIULUIA BURGAZZI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

  • 3523 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3187 Sostenitori