Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie19 Luglio 2022

“Razionate il gas fin da ora”: il bagno di sangue che la UE ci sta preparando

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza le nuove misure dell'Unione Europea per il razionamento del gas, evidenziando le implicazioni economiche per l'Italia e l'Ungheria. Si discute anche della possibilità di sanzioni per chi non rispetta gli obiettivi di risparmio.
Punti chiave
  • L'UE prevede risparmi di gas, inizialmente volontari ma probabilmente obbligatori.
  • Il Nord Stream è fuori servizio, aumentando il rischio di carenza di gas.
  • Il FMI stima un impatto del 6% sul PIL per Italia e Ungheria.
  • Entro ottobre l'UE deve riempire al 90% gli stoccaggi di gas.
  • L'IEA suggerisce di ridurre l'uso di gas per energia elettrica e industria.
L'articolo

Razionare il gas già ora. Il doloroso suppostone arriverà da Bruxelles domani, mercoledì 20, insieme ai piani dell’Unione Europea per risparmiare gas. L’UE chiederà risparmi teoricamente per ora volontari ma presumibilmente presto obbligatori.

Secondo le anticipazioni del Financial Times, l’Unione Europea sta ancora discutendo sia le multe (pure quelle!) da far pagare a chi non raggiungerà il prescritto risparmio sia gli obiettivi del risparmio stesso. Però ieri, lunedì, l’IEA (International Energy Agency) ha pubblicato uno studio che calcola quanto gas l’Unione Europea dovrà risparmiare nei prossimi tre mesi per sperare di passare l’inverno. Per farla breve: un bagno di sangue.

Pubblicità

Sullo sfondo c’è la prospettiva, ormai data per praticamente certa, che nel giro di qualche tempo la Russia chiuda del tutto il gas all’UE. Sarebbe una ritorsione contro le sanzioni  UE, così ben pianificate e preparate da essere state istituite prima di trovare fornitori alternativi. Il Nord Stream che porta gas russo in Germania è già fuori servizio, si teme a tempo indeterminato.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale lo stop totale del gas russo può costare il 6% del PIL all’Italia e all’Ungheria. La Commissione Europea parla “solo” dell’1,5% del PIL in meno. Ma sarebbe la media UE: la famosa media del pollo del quale l’Italia mangerebbe  solo gli ossicini.

Mentre l’UE cincischia con obiettivi di risparmio volontari (ma obbligatori se le cose si mettono male, cioè quasi certamente) e con le relative multe per gli indisciplinati, l’IEA ha già fatto tutti conti per benino. In sostanza: se vuole fronteggiare il probabile stop del gas russo in autunno, entro il primo ottobre (inizio del riscaldamento invernale in molti Paesi) l’UE deve riempire almeno al 90% tutti gli stoccaggi. Anche così tuttavia, dice sempre l’IEA, bisogna mettere in conto possibili sospensioni del riscaldamento a fine inverno.

Chissà come si potrà fare in primavera e nell’inverno 2022-23. Ma su questo terreno, l’IEA non si avventura. Spiega invece che per riempire al 90% gli stoccaggi (che ora sono ufficialmente al 64%) è necessario risparmiare in tre mesi  12 miliardi di metri cubi di gas. Difficile che l’UE, mercoledì, proponga qualcosa di molto diverso.

Per spiegare l’impatto di questi 12 miliardi, bisogna guardare al di là dei calcoli dell’IEA. Secondo la Commissione Europea, in un anno “normale” l’UE consuma 400 miliardi di metri dubi di gas, provenienti da tutti i fornitori. Sono 100 miliardi di metri cubi di gas al trimestre. I 12 miliardi di metri cubi che l’IEA suggerisce di risparmiare entro il prossimo trimestre dunque rappresentano il 12% del consumo abituale.

Per raggiungere questo obiettivo, l’IEA suggerisce le solite cose, che verosimilmente l’UE farà proprie. Fondamentalmente, ridurre l’impiego del gas per produrre energia elettrica, ovvero usare il carbone, il più sporco dei combustibili fossili: ma non lo nomina per non far piangere Greta. Ridurre l’impiego di elettricità nelle case (grazie!) istituendo regole e controlli. Non si citano esplicitamente regole e controlli per ridurre anche il consumo di gas, ma in uno scenario del genere è difficile non immaginarli.

Infine, l’IEA dice che bisognerebbe ridurre anche il consumo industriale di gas, incentivando le aziende rinunciare ad una parte delle forniture già pattuite e ad immetterle invece sul mercato.

Una prospettiva del genere significherebbe unire la riduzione della produzione industriale ai dolorosi tagli nell’uso di energia nelle case. Probabilmente non ci sarebbero gravi perdite nei profitti: le imprese incassano vendendo il gas al quale rinunciano. Porterebbe verosimilmente con sé, invece, meno lavoro.

GIULUIA BURGAZZI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
L'incubo Europeo - Visione 09/2024
L'incubo Europeo - Visione 09/2024
Perché leggerlo: L'incubo Europeo analizza le conseguenze delle politiche europee, inclusi i problemi energetici e le crisi economiche, rendendolo pertinente all'articolo.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV