Il presidente della Russia Vladimir Putin è intervenuto al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Sco) tenutosi l’1 e il 2 settembre a Tianjin in Cina

Il recente intervento di Vladimir Putin al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Sco) a Tianjin ha messo in luce una serie di tesi che evidenziano la visione russa di un nuovo ordine mondiale. Durante il suo discorso, Putin ha definito il modello euroatlantico "obsoleto", suggerendo la necessità di un sistema internazionale che rifletta le esigenze di una pluralità di stati, piuttosto che le ambizioni di pochi attori dominanti. Questa dichiarazione si inserisce in un contesto geopolitico in continua evoluzione, dove le alleanze tradizionali sono messe alla prova e nuove dinamiche emergono.
Putin ha sottolineato l'importanza dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, come l'autodeterminazione dei popoli e la non ingerenza negli affari interni degli stati. Questi concetti, secondo il presidente russo, devono guidare le relazioni internazionali nel XXI secolo. La sua affermazione che il sistema attuale non consente a nessuno stato di garantire la propria sicurezza a spese degli altri riflette una critica aperta all'Occidente, accusato di aver creato tensioni globali attraverso politiche espansionistiche, in particolare nei confronti dell'Ucraina.
Il discorso ha anche evidenziato i progressi economici e commerciali all'interno della Sco, con un aumento significativo del PIL e un crescente utilizzo delle valute nazionali nel commercio tra i membri. Questi dati sono presentati come prova della validità del modello di cooperazione proposto dalla Sco, che si propone come alternativa alle strutture dominanti dell'Occidente. La Russia, in questo contesto, si propone come attore chiave nella promozione di un ordine multipolare che possa garantire stabilità e sviluppo pacifico, in contrapposizione a un sistema percepito come iniquo e instabile.
Un punto cruciale toccato da Putin è la crisi ucraina, che viene descritta come una conseguenza diretta di un colpo di stato sostenuto dall'Occidente. Questa narrazione cerca di giustificare le azioni russe come una risposta necessaria a minacce percepite, delineando una strategia che mira a ripristinare un equilibrio di potere più favorevole alla Russia. La proposta di collaborare con paesi come la Cina e l'India per risolvere la crisi ucraina si inserisce in un quadro di alleanze strategiche che Putin intende rafforzare per contrastare l'influenza occidentale.
In sintesi, l'intervento di Putin a Tianjin non solo evidenzia le ambizioni della Russia di ridefinire il panorama geopolitico, ma serve anche a rafforzare il messaggio di un mondo multipolare. La sfida lanciata al modello euroatlantico rappresenta un tentativo di costruire un'alternativa credibile che possa attrarre paesi in cerca di un nuovo equilibrio di potere, segnando così una fase cruciale nelle relazioni internazionali contemporanee.
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