Gli ucraini diventano polacchi, e viceversa. Il legame speciale e l’accresciuta collaborazione fra Ucraina e Polonia annunciati ieri, domenica 22, dai rispettivi presidenti Zelensky e Duda  di fatto configurano una sorta di federazione fra i due Paesi e rappresentano una svolta nella guerra.

Forse la federazione prelude allo smembramento dell’Ucraina: la parte nord occidentale del Paese passerà alla Polonia in modo rapido ed indolore nel momento stesso in cui sarà ufficializzata l’annessione alla Russia della parte sud orientale. Oppure indica che prossimamente la Polonia interverrà nella guerra in modo diretto, o ancor più diretto. Una cosa, ovviamente, non esclude l’altra. I contorni del “legame speciale” sono ancora ambigui, e dunque è difficile intuire la piega che gli eventi prenderanno. Però qualcosa di grosso bolle in pentola.

Gli elementi certi, innanzitutto. Duda ha incontrato Zelensky a Kiev. Il risultato è l’annuncio di un accordo bilaterale di prossima formalizzazione. Comprenderà il controllo congiunto dei confini. Inoltre riconoscerà speciali diritti ai cittadini polacchi che si trovano in Ucraina.

Per come se ne parla ora, il controllo congiunto dei confini sarebbe limitato alle dogane e mirerebbe ad agevolare gli spostamenti di uomini e merci, col pensiero è rivolto alla difficile esportazione dei cereali dall’Ucraina.

Ma se Ucraina e Polonia si occupano insieme dei rispettivi confini, l’Ucraina di fatto entra nell’Unione Europea in un modo ancor più rapido e ancora più eccezionale di quanto le è stato promesso. Inoltre la Polonia si trova a sorvegliare i confini di un Paese in guerra con la Russia e parzialmente controllato dalla Russia stessa. Cosa accadrà se la Polonia vorrà occuparsi delle faccende doganali dei confini ucraini tuttora riportati sulle carte geografiche, ma ampiamente superati dalle truppe russe?

E poi ci sono gli speciali diritti dei cittadini polacchi in Ucraina. Formalmente, l’Ucraina si limita a ricambiare un favore. La Polonia riconosce ai profughi ucraini gli stessi diritti goduti dai cittadini polacchi, ad eccezione del solo diritto di voto. E dunque l’Ucraina farà la stessa cosa con i polacchi che si trovano sul suo territorio.

Però questo vuol anche dire che un polacco può diventare in Ucraina capo del Governo, comandante delle forze armate, capo dei servizi segreti…

Nel suo discorso di domenica davanti al Parlamento ucraino, il presidente polacco Duda ha sposato la solita linea: nessuna concessione territoriale alla Russia, nessuna pace prima del ritiro della Russia.

Tuttavia la Russia già controlla una buona parte dell’Ucraina sud orientale: quella in cui predominano le radici linguistiche e culturali russe, quella che ha sempre guardato ad Est anziché ad Ovest. Prima o poi, bisognerà fare i conti con la realtà dei fatti e con l’andamento della guerra. Quando questo avverrà, per via della federazione di fatto con l’Ucraina, la Polonia potrà agevolmente inglobare ciò che ne resta: la zona nord occidentale, quella che da secoli si sente molto più polacca che russa.

GIULIA BURGAZZI

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