Partenze illustri alla Casa Bianca: chi sarà il prossimo?

Non è nemmeno trascorso un anno dall’insediamento del governo Biden -era il 20 gennaio 2021-, che già molti insuccessi e molte ombre hanno seriamente minato la tenuta della Casa Bianca. Chi non ricorda la “border crisis” (crisi al confine con il Messico), tutt’altro che risolta, per la quale centinaia di migranti illegali attraversano il confine con il Texas, laddove il muro costruito da Trump non è stato terminato, e giungono negli Stati Uniti senza documenti, cosa che facilita oltremodo tutti quelli che fanno parte del mondo del traffico umano? Oppure il ritiro  a dir poco “infelice” delle truppe americane dall’Afghanistan, in cui ben 13 militari americani hanno perso la vita, lasciando dietro di se un popolo disperato e in pericolo, nonché  una quantità di materiale militare enorme e soprattutto nuovissimo?

Ma non solo. In appena 11 mesi, il rating di approvazione del Presidente Biden e del Vice presidente Harris ha subito un tracollo, in larga parte dovuto ai problemi sopra menzionati, ma anche alle maldestre soluzioni proposte dai due, se non addirittura non proposte affatto. Anzi spesso Kamala Harris si è mostrata in pubblico completamente indifferente alla crisi sociale ed economica che ha travolto gli Stati Uniti, e che ora tocca da vicino i suoi cittadini e le loro tasche, con tassi di inflazione da record. Eppure, nonostante questo, si è ben guardata dal riguadagnarsi la fiducia che le era stata affidata a inizio mandato, magari  con qualche saggia mossa che gli abili e navigati politici tengono sempre in tasca per i momenti difficili. Ancora più spesso addirittura, la Harris e Biden non sono sembrati affatto “colleghi”. Mancato coordinamento ed esclusione della donna dalle decisioni più importanti, questo è sicuramente ciò che ha fatto sentire Kamala Harris messa da parte. Il clima all’interno della Casa Bianca quindi non è dei migliori e se non lo è per i “capi”, figurarsi per i collaboratori.

La scorsa settimana Ashley Etienne, la responsabile delle pubbliche relazioni della Harris ha ufficializzato le proprie dimissioni che saranno effettive tra qualche giorno, già da dicembre. Il clima tra collaboratori ormai diventato incandescente,  oltre alle presunte sfuriate della Harris che,  probabilmente innervosita dal poco rilievo della sua figura , ha fatto al suo team, non ha certo aiutato la Etienne a scegliere di rimanere. E pensare che la stessa è da anni alla Casa Bianca prima direttamente con Barack Obama , poi indirettamente con la Pelosi. “Ho preferito guardarmi intorno” ha affermato la Etienne, e come darle torto? La Harris ovviamente ha smentito le voci sui problemi con lo staff e anche quelli tra lei e il presidente affermando che la loro intesa è sempre molto viva e produttiva. Ha inoltre ridimensionato  i risultati dei sondaggi che le sono stati mostrati in una trasmissione televisiva della ABC in una recente intervista, durante la quale, alla fine “sono numeri, e come tutti i numeri, vanno e vengono”. Tuttavia la bufera sulla Casa Bianca era solo all’inizio con le dimissioni della Etienne.

Il giorno seguente anche un altro membro illustre del team ha deciso di allontanarsi dall’ambiente, Emma Riley, la quale ha lasciato la Casa Bianca per essere ricollocata nel Dipartimento del Lavoro. La Riley ha pubblicato un tweet in cui si dice onorata per aver lavorato con il vice presidente della sua nazione, e che avrebbe semplicemente lavorato altrove. Non è usuale avere due persone in posizioni del genere che a distanza di un solo giorno abbandonano il posto di lavoro dopo nemmeno un anno dalla loro assunzione.  Il clima che si respira alla Casa Bianca probabilmente è ben lontano da quello dipinto dalla Harris in Tv e rappresenta invece bene le tensioni che si sono create nel tempo tra vice presidente e presidente, tensioni che , nonostante quello che si dice , sono sicuramente esacerbate dal rating di approvazione del governo Biden che adesso è al suo minimo storico, ma che non accenna a riprendere quota. Chi sarà il prossimo a lasciare?

MARTINA GIUNTOLI

Visione TV

Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura

View all posts

Sostieni mensilmente Visione TV

2.497 of 10.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 mese

Sostieni mensilmente Visione TV

2.497 of 10.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 mese