La precipitosa fuga degli americani da Kabul è ormai entrata nella leggenda, cancellando dalla memoria persino Saigon che a questo punto ci sembra quasi una cosetta da niente. L’esercito americano è stato evacuato di corsa, praticamente senza preavviso e senza nessuna preparazione: e come accade in questi casi, si finisce con l’abbandonare tutto dietro di sé. E infatti non è poco quello che è stato lasciato in mano ai talebani, eccone un’amara lista.

1. Cittadini americani. Come abbiamo già raccontato qualche giorno fa, ci sono centinaia se non migliaia di cittadini statunitensi ancora bloccati a Kabul e senza ormai alcuna possibilità di fuga. I voli internazionali sono terminati, e intere famiglie si ritrovano nel panico a subire violenze e richieste di denaro da parte dei talebani. Carne da macello, che sta destando indignazione e scandalo nella madrepatria.

2. Documenti di ambasciata. L’abbiamo visto in tanti film, e succede anche nella realtà: quando si abbandona un Paese in guerra, nelle ambasciate si tritano in fretta documenti che non devono assolutamente cadere in mani straniere o nemiche. Ebbene, a Kabul non è stato fatto neanche questo. In questo caso si tratta degli inglesi: i talebani entrati in ambasciata hanno trovato sul pavimento i documenti con i nomi dei collaboratori afghani. In pratica, una sentenza di morte per i poveretti. Lo riferisce il Times.

3. Cani soldato. La notizia sta facendo il giro degli States proprio in queste ore, ad opera di un’associazione animalista. La fuga precipitosa dell’esercito Usa non ha consentito di portare in salvo alcuni importanti “commilitoni”: gli addestratissimi cani che aiutano i militari nei compiti di ogni giorno, dal salvataggio alla difesa. Gli animali abbandonati a Kabul sono dozzine, e si sa che i talebani odiano i cani: probabilmente saranno tutti destinati alla morte.

4. Terroristi. Sarebbero varie migliaia i membri dell’Isis che ancora circolano in Afghanistan, fuggiti dalle patrie galere approfittando del caos. La “missione antiterrorismo” durata 20 anni non solo non ha liberato l’Afghanistan dai talebani, che hanno ripreso il potere, ma ha anche agevolato l’ingresso dei nuovi terroristi “prodotti” per guerre cominciate altrove. Ah: ora l’Isis si chiama Isis-K, una novità del sequel.

5. Armi. Questo è forse il capitolo più sconvolgente di tutti. In Rete si parla di decine di miliardi di dollari di armi americane lasciate a Kabul a mò di “regalo di Natale”. Circolano foto e video dei talebani che entrano nei capannoni e ammirano con gli occhi lucidi centinaia di fucili d’assalto e decine di elicotteri Blackhawk. Una follia inspiegabile, che il Dipartimento di Stato tenta di giustificare con “Eh ma erano per l’esercito afghano”. Quale esercito afghano, di grazia? Fatto sta che ora uno dei regimi più assurdi del mondo (per dirla soft) ha in mano le armi di una superpotenza. Se volete sapere i terrificanti dettagli, eccovi lo schema fornito dal Times. Molto tranquillizzante, nevvero?

DEBORA BILLI

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