Nuovi attacchi alle Reti sanitarie. “Gli sviluppatori italiani sono scimpanzè”, parola di hacker

“Gli sviluppatori italiani sono degli scimpanzé”. Questo il netto giudizio che un black hacker ha dato sul noto forum underground Raid Forums, mentre cercava una falla nei sistemi del ministero della Sanità ( “I’m online writing a script for some 0’s i wanna test, here comes a contact asking  me if I could get vaccines, asks for EU, he specifically asked for Italy. I thought “No problem” Italian devs are chimp, it will be ez if it all works by web”).

Il buco è stato trovato in fretta dal black hacker che dopo solo otto ore aveva “il controllo completo sui database shell Linux” e le parole che seguono sono ancora più preoccupanti: Avrei potuto ottenere dati su spedizioni, container, qualsiasi cosa relativa all’assistenza sanitaria, ho avuto accesso al 100%, server di posta, bla bla bla”.

Ovviamente non possiamo assicurare che questa storia sia del tutto autentica, ma il fatto che l’Italia sia una barzelletta per quanto riguarda la sicurezza informatica è oramai un dato di fatto. E’ di ieri la notizia, stavolta ufficiale, che a causa di un attacco hacker la Rete della ASL Roma 3, che serve ben 600 mila cittadini della Capitale, sia fuori uso da sabato scorso. Di nuovo una rete sanitaria.

E’ recentissimo il caso del green pass bucato e dei certificati verdi, dati per autentici, intestati a Hitler, Topolino e Pdor figlio di Kmer. Ma, per chi ha una memoria storica più lunga, c’è stato anche l’attacco hacker ai server della Regione Lazio avvenuto lo scorso agosto, attacco che mise in serio imbarazzo l’ineffabile Zingaretti, che ha probabilmente la competenza informatica di quello che fa le salamelle alla Festa dell’Unità. Ovviamente il governatore-sosia di Maurizio Ferrini (“Non capisco ma mi adeguo”) incolpò i soliti russi, anche se ad un certo punto sembrò che tutto fosse partito da un anonimo ragionier Fantozzi che si guardava i filmini zozzi, probabilmente però anche lui semplicemente usato come capro espiatorio.

Il fatto è che la sicurezza informatica italiana è una barzelletta, e allora hai voglia a prendertela con Pippo Franco per il green pass falso o coi fantomatici hacker russi oramai tirati in ballo pure per l’affondamento del Titanic, l’assassinio di Giulio Cesare o la Crocifissione di Nostro Signore. Gli hacker dal dark web si fanno tanti bei soldoni bucando la gruviera informatica italiana.

E fosse solo per i green pass falsi… il fatto è che il Deep Web non è solo il covo maledetto di hacker, serial killer e pedofili. E’ anche quel luogo di internet dove si trovano dati non indicizzati su Google per motivi di sicurezza e privacy. Banalmente i nostri conti bancari che, essendo in mano a degli “scimpanzé”, possono essere tranquillamente bucati.

D’altronde il succitato attacco hacker alla Regione Lazio ha portato al furto di dati personali sensibili, che possono essere rivenduti tranquillamente negli allegri mercatini del Dark Web.

Siamo in vendita, grazie all’insipienza di coloro ai quali diamo in mano i nostri dati sensibili e che dovrebbero proteggerli. E, con la progressiva cancellazione del contante, noi daremo in mano agli “scimpanzé” i nostri soldi. Col green pass gli “scimpanzé” hanno in mano i nostri dati biometrici. Già dare allo Stato dati così riservati è una grave violazione della privacy degna del peggior regime totalitario, ma la cosa è peggiorata dal fatto che tali dati sono in mano a dei perfetti incapaci.

Comprereste un’auto usata da questi uomini? Noi no. Il guaio è che altri da questi uomini  si possono tranquillamente prendere i nostri dati personali. Non basta la (molto presunta) autorevolezza di un Draghi a nascondere il fatto che le istituzioni italiane siano barzellette, che la nostra sicurezza informatica sia una barzelletta.

ANDREA SARTORI

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