La notizia sta creando scompiglio nel mondo dei sostenitori del certificato verde: Adolf Hitler ha un green pass perfettamente valido e quindi il dittatore nazista può tranquillamente andare al ristorante o lavorare pur essendo morto dal 1945. Va detto che probabilmente all’ideatore dell’infame Ahnenpass tutto questo sarebbe piaciuto assai: anche perché lo avrebbero ringiovanito, visto che l’Hitler dei green pass sarebbe nato nel 1900 quando quello vero era classe 1889. Il guaio è che subito dopo Hitler anche Topolino e Spongebob possono ora usufruire del green pass per poter accedere ai servizi riservati solo ai vaccinati.

Il sistema del green pass è stato quindi bucato, ed è possibili ottenere certificati validi a nome del Fuhrer, del Topo disneyano e della più recente spugna cartoon. Ovviamente ci si è buttati subito in speculazioni varie, ma il discorso pare convergere su un punto: le chiavi private di accesso sono in mano a qualcuno che le ha usate o per giocare uno scherzo che marchese del Grillo e conte Mascetti scansatevi proprio, oppure queste chiavi sono state proprio rubate.

Arriva il solito Paolo Attivissimo che nel blog “Il Disinformatico” sostiene che questi Qr Code sarebbero stati dati da una “talpa” appartenente a piccole organizzazioni sanitarie autorizzate a emettere certificati, e avrebbero creato questo Qr Code per scherzo o, più probabilmente (secondo Attivissimo) per denaro.

Gli Sherlock Holmes de noantri si sono gettati sulle tracce dei Moriarty che avrebbero generato i Qr Code e li avrebbero trovati in una discussione su Raid Forums in cui un  un utente polacco ha confermato di essere riuscito a creare uno dei due codici QR a nome di Hitler, dicendosi anche disponibile a “offrire” il servizio per 300 dollari.

Ma è davvero questa la risposta? Solo una truffa per “vendere” dei green pass nel Dark Web e farci dei soldi? E come avrebbe fatto questo smanettone polacco a creare dei Qr Code validi a nome Adolf Hitler, tra l’altro con la data sbagliata. Per giunta sul web dilagano in queste ore anche green pass perfettamente validi legati non più a personaggi defunti e di fantasia ( oltre a Hitler sono disponibili quelli di Napoleone e Luigi Cadorna ma anche il Joker, Dath Vader, Mazinga, Moby Dick e Pdor figlio di Kmer). Ad esempio, si può ottenere anche il Qr Code di Emmanuel Macron.

Ma non solo: a cascata stanno succedendo altre cose, come la sottrazione di chiavi per generare tessere elettorali digitali per il voto elettronico. Oppure la compromissione delle strutture della Caisse Nationale d’Assurance Maladie francese.

Di tutte le ipotesi però portate a galla dai media, ovvero furto o “talpa” che vuole fare uno scherzo o agisce per soldi non ne è stata fattta una, che può invece risultare la più probabile se non quella decisiva: gli Anonymous, gli hacker giustizieri con la maschera di Guy Fawkes. Elementare Watson, direbbe qualcuno. Gli Anonymous avevano già preso una posizione netta contro il green pass e non ci si aspettava che restassero con le mani in mano. E infatti su 4Chan è già stato dichiarato che a breve saranno rilasciate le chiavi private di tutta Europa per generare i green pass.

Quindi, alla faccia del buon Attivissimo e di tutti gli “espertoni” che vedono solo il polacco che vuole fare soldi, e citano i Qr Code solo di Hitler e Topolino, la situazione è molto più complessa e probabilmente i giustizieri della rete hanno dichiarato guerra al green pass esordendo proprio con Hitler, che è l’inventore di questo tipo di tessera.

Ma i nostri Attivissimo, Mentana e i vari cervelloni che si sentono Sherlock Holmes ci sono arrivati e non vogliono dire apertamente che il sistema è bucato e potrebbe crollare come un castello di carte, oppure proprio non l’hanno capito? Strano è che non abbiano dato la colpa ai soliti russi (l’han data ad un polacco, forse per attualità più stringente). La guerra al green pass è iniziata, si combatte con tutte le armi possibili, e ovviamente gli hacker non potevano non essere in prima linea. Mettendo in ginocchio tutto il sistema a livello europeo.

ANDREA SARTORI

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