Il Minnesota è diventato uno Stato-rifugio per i bambini che vogliono cambiare sesso, mentre in Texas ormoni e bisturi sono considerati una forma di abuso su minore. La questione trans continua a spaccare in due l’America.

MINNESOTA, LA LEGGE HF146

L’esponente democratica Leigh Finke ha ricevuto il premio Children’s health hero (Eroe della salute dei bambini) per essersi battuta affinché i bambini avessero un accesso facilitato e garantito alle strutture dedicate al cambio di sesso. Il sistema sanitario pediatrico del Minnesota, con i suoi 2 ospedali e 25 strutture sul territorio, si dipinge con orgoglio come l’unico sistema che davvero difende i piccoli pazienti in ogni loro esigenza.

Ha commentato la Finke: “Proprio quando i bambini piccoli esplorano chi sono e come si collocano nella società, il nostro compito è quello di sostenere la loro battaglia. Hanno il diritto di scoprire la loro identità con dignità e rispetto”. Finke, essa stessa una transgender, è l’autrice della legge HF146 che ha reso il Minnesota un cosiddetto “Stato rifugio” per i minori che desiderano assumere ormoni o cambiare sesso e non possono farlo negli altri Stati perché le leggi locali lo impediscono.

La norma contempla anche la possibilità per i minori di alle cure ormonali senza consenso genitoriale. In rete moltissime iniziative da parte di genitori, appunto, che si sentono completamente esautorati nella loro funzione di guida ed educazione dei figli.

CALIFORNIA, UN CASO ANALOGO

Il Minnesota non è l’unico né il primo Stato a divenire un rifugio per transgender. Anche la California ha approvato la SB107, una legge del tutto simile, a settembre 2022.

Il senatore Scott Wiener, che ha orgogliosamente supportato la legge, tuttavia ha anche lanciato un monito sui problemi costituzionali che la legge stessa avrebbe potuto creare. Infatti, anche l’SB107 prevede il non rispetto delle sentenze di altri Stati. “Per quanto appoggi i diritti che questa legge rappresenta”, sottolineava Wiener: “Potrà causare pericolosi precedenti nella collaborazione tra Stati ed una crisi di non poco conto.”

MINNESOTA E TEXAS, IL CORTOCIRCUITO

Se infatti in Minnesota ormoni e bisturi sono garantiti dalla legge, in Stati più conservatori come Texas, Alabama, Florida e Utah i genitori che permettono ai figli minorenni il cambio di sesso o anche solo la somministrazione di farmaci arrivano in casi estremi a perdere la custodia degli stessi.

Questa condizione legislativa crea un corto circuito. Una sentenza di riaffido del minore emessa da un tribunale di Dallas, ad esempio, diventa difficilmente applicabile se la famiglia si trasferisce in Minnesota.

Proprio il Texas si è recentemente unito agli altri 17 Stati che hanno bandito ormoni e bisturi per i più piccoli, definendoli “abuso su minori”. Il governatore Greg Abbott ha firmato una legge che entrerà in vigore il 1° settembre 2023. Non sarà più consentito ai minori di assumere bloccanti della pubertà o ormoni di transizione.

LA SITUAZIONE IN TEXAS

Questo all’indomani delle pesanti dichiarazioni dell’attivista conservatore Christopher Rufo. Ha raccontato in un suo tweet come funzionavano le transizioni sui minori al Texas Children’s Hospital prima che l’ospedale fosse attenzionato dal procuratore generale Paxton. In particolare, Rufo cita un insider, che gli avrebbe confidato: “Sappiamo che si sveglieranno dopo 10 anni e si renderanno conto di essere sterili. Nessuna cura ormonale o chirurgia guarirà la depressione di ragazzi che sono disagiati, questo non lo nego, ma non certo trangender. Tuttavia questo non farà altro che aumentare il problema. Quindi non dovremmo fare castrazioni o mastectomie.”

Molti oltre a Schelling hanno annunciato dure battaglie contro la legge di Abbott, denunciando tra l’altro come sia complesso e pericoloso far interrompere questo tipo di trattamenti medici. Inoltre Sasha Buchert, avvocato e direttore del Non-binary and transgender rights project (Progetto per i diritti dei non-binari e transgender), al Texas Tribune ha dichiarato che secondo lei il problema maggiore della legge SB14 sta nel fatto che contrasta  il 14 esimo emendamento, poiché impedisce l’accesso egualitario alle cure.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

 

 

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