L’Ucraina annuncia di aver concentrato le truppe al confine della Transnistria, la regione separatista e filo-russa della Moldova che confina con l’Ucraina stessa. La maggiore compagnia aerea low cost dell’Europa centrale ed orientale, l’ungherese Wizz Air,  decide la prossima sospensione dei voli da e per la Moldova per ragioni di sicurezza.

Nuove minacce si addensano sulla Moldova, il povero e piccolo Paese incuneato fra l’Ucraina e la Romania. Sempre più si teme che vi si estenda la guerra ora in corso in Ucraina.

WIZZ AIR SOSPENDE I VOLI IN MOLDOVA

Wizz Air non effettuerà partenze e arrivi a Chisinau, il principale aeroporto internazionale della Moldova, a partire dal 14 marzo 2023. Le compagnie aeree di solito sono in grado di analizzare bene gli eventuali pericoli e non hanno interesse a fomentare tensioni. Wizz Air dice che la sospensione dei voli è “il risultato dei recenti sviluppi in Moldova e dell’alto, ma non imminente, rischio nello spazio aereo del Paese”.

Non risulta, almeno per ora, che altre società stiano seguendo l’esempio di Wizz Air. La sua decisione è probabilmente da mettere in relazione con l’ammissione di Natalia Gumenyuk, addetta stampa delle forze “Sud” dell’esercito ucraino.

L’UCRAINA PUNTA L’ESERCITO VERSO LA TRANSNISTRIA

Ieri, lunedì 27 febbraio 2023, Gumenyuk ha detto che l’esercito ucraino è concentrato ai confini con la Transnistria.

Da qualche giorno si parla di un crescente numero di soldati ucraini a ridosso della Transnistria. Quella di Natalia Gumenyuk è la prima conferma ufficiale. Ha presentato la mossa come una risposta alla “minaccia” che può venire dalla Russia.

Ma davvero è ragionevole attendersi un attacco della Russia all’Ucraina (o alla Moldova) a partire dalla Transnistria? Uno scenario del genere sembra decisamente inverosimile.

LA PRESENZA RUSSA IN TRANSNISTRIA

In Transnistria sono presenti 1.500 soldati russi. Hanno funzione di peacekeeper in seguito alla guerra civile degli anni ’90 fra Moldova e la stessa Transnistria, che da allora è di fatto indipendente, anche se non riconosciuta a livello internazionale: nemmeno dalla Russia. I soldati russi fanno inoltre la guardia all’enorme deposito ex sovietico di armi di Cobasna. Contiene, si dice, 20 mila tonnellate di munizioni ed è proprio al confine con l’Ucraina, insaziabilmente affamata di materiale bellico.

Basta guardare la carta geografica per rendersi conto che la Russia – salvo conigli estratti dal cilindro – non è in condizioni di attaccare a partire dalla Transnistria. I soldati che sono lì non hanno la possibilità di ricevere rinforzi, materiale o altro dalla patria. Qualsiasi aereo russo, per arrivare in Transnistria, dovrebbe sorvolare piuttosto a lungo l’Ucraina o la Moldova, tutte e due spalleggiate dall’Occidente e dalla Nato. Sarebbe una mossa suicida.

Con la guerra in Ucraina, le truppe russe in Transnistria sono rimaste isolate nel senso più pieno del termine. I contingenti di stanza nella regione andavano, venivano e si davano il cambio passando dall’aeroporto di Chisinau, in Moldova. A partire dall’estate 2022, la rotazione dei soldati e l’arrivo di equipaggiamenti in Transnistria è diventata di fatto impossibile.

Ora, secondo fonti ucraine, i soldati russi possono andare e venire dalla Transnistria soltanto passando dall’aeroporto di Chisinau con passaporti falsi e falsi visti turistici. Di equipaggiamento, in Transnistria non arriva neanche uno spillo.

L’UCRAINA ATTACCHERÀ LA TRANSNISTRIA?

Sarebbe piuttosto incomodo e complicato, per il contingente russo in Transnistria, partire all’attacco in una situazione del genere… Eppure l’Ucraina ha schierato l’esercito al confine della Transnistria. Ma l’Ucraina sta perdendo Bakhmut, uno snodo logistico decisivo per le linee di rifornimento strategiche. Inoltre l’esercito dell’Ucraina sembra in generale ripiegamento davanti a quello russo.

In una situazione del genere, sembra convenire semmai all’Ucraina aprire un nuovo fronte in Transnistria per alleggerire la pressione e per costringere la Russia ad enormi sforzi ed enormi rischi per portare rinforzi e approvvigionamenti al suo contingente del tutto isolato.

GIULIA BURGAZZI

 

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