La presidente della Commissione europea parte alla carica. Creare un tribunale internazionale che punisca la Russia per la guerra in Ucraina e confiscare i beni russi congelati dalle sanzioni per darli all’Ucraina. Due obiettivi massimalisti e scarsamente realistici. Oggi, mercoledì 30 novembre 2022, Ursula von der Leyen li ha proposti guadagnandosi così sul campo la qualifica di testa di cuoio dell’Occidente.

Ursula von der Leyen ha scelto una via piuttosto inconsueta per le sue proposte. Non un’occasione ufficiale o l’avvio di un percorso istituzionale, ma un discorso su Twitter. Oltretutto, è stato necessario cancellarlo, editarlo e ripubblicarlo perché la prima versione si era spinta un filino troppo in là perfino per una testa di cuoio.

La prima versione del discorso aveva infatti quantificato le perdite dell’Ucraina in oltre 100 mila militari e 20 mila civili. Troppissimi, in rapporto alla granitica convinzione che l’Ucraina vincerà sul campo di battaglia.

Oltre a questo – diciamo – scivolone, merita due parole anche il discorso apparso su Twitter come un fulmine a ciel sereno. Un auto-tributo di Ursula von der Leyen alla sua stessa leadership? O piuttosto un episodio della guerra fra lei e Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo che costituisce il suo contraltare all’interno delle istituzioni Ue?

Proprio oggi i riflettori delle cronache sono accesi su Michel e sulla sua visita visita ufficiale in Cina. Von der Leyen è rimasta a casa. E ha pronunciato parole di peso subito riprese da tutti i media. Eccole.

In traduzione:

La Russia deve pagare per i suoi orrendi crimini. Lavoreremo con la Corte Penale Internazionale e contribuiremo ad istituire un apposito tribunale per condannare i crimini della Russia. Insieme ai nostri partner, faremo in modo che, attraverso i beni congelati degli oligarchi e della sua banca centrale, la Russia paghi per le devastazioni che essa ha causato

Dato che internet e i social media non scordano nulla, ecco qui sotto gli screenshot della prima versione dei discorso, quella con i 100 mila soldati ucraini morti e i 20 mila civili uccisi. Le frasi appaiono in sovrimpressione in inglese, come del resto ogni frase della vecchia e della nuova versione del discorso.

ursula von der leyen 100 mila soldati morti

Infine, due parole sulla sostanza delle proposte: che sono inaudite, cioè mai finora ufficialmente avanzate né ritenute avanzabili.

Quanto al tribunale, la Corte Penale Internazionale, competente su crimini di guerra, aggressioni e genocidi, sta già occupandosi della Russia e della guerra in Ucraina. Tuttavia, ammesso e non concesso che condanni la Russia, ci sono ottime possibilità che la condanna finisca per essere di natura puramente immateriale.

Per far pagare la Russia dal punto di vista economico – ciò a cui von der Leyen ha detto di mirare – è  necessario creare un altro tribunale internazionale o attribuire nuovi poteri a quello già esistente. Necessario anche istituire un ente sovranazionale in grado di mettere le mani sulle ricchezze degli Stati eventualmente condannati. Entrambi le cose comportano trattati internazionali e relative ratifiche: non è affatto detto che sia possibile e, anche se lo fosse, ci vorrebbero anni.

La stessa cosa vale per la confisca dei beni russi sottoposti a sanzioni. Questi ultimi hanno un valore complessivo di quasi 320 miliardi di euro.

Il diritto internazionale non fornisce basi legali per la confisca. Le sanzioni possono congelare beni: ma nella prospettiva di restituirli al legittimo proprietario. Invece von der Leyen vuole farli amministrare da una struttura che giri i proventi all’Ucraina. Quando le sanzioni decadranno, vuole che i 320 miliardi vadano all’Ucraina per compensare i danni di guerra.

Se si intende raggiungere un obiettivo del genere, per evitare figuracce sarebbe più saggio cominciare a lavorare dietro le quinte e rendere pubblico solo il primissimo abbozzo dell’eventuale accordo internazionale. Ursula von der Leyen invece ha scelto un fulmine a ciel sereno su Twitter.

GIULIA BURGAZZI