Chissà se questa pilloletta di dura realtà potrà aiutare l’Occidente in generale e l’Unione Europea in particolare a guarire dalla sindrome che li induce a considerarsi l’ombelico del mondo. L’India affonda le sanzioni occidentali che volevano impedire alle petroliere russe di Sovcomflot il trasporto del greggio in ogni parte del mondo. L’UE e l’intero occidente non comprano più petrolio russo, o quasi: volevano costringere l’intero orbe terracqueo a fare la stessa cosa. E invece…

E invece l’India e la Cina stanno acquistando petrolio russo a man bassa. E non solo. l’India ha anche trovato il modo di permettere a Sovcomflot di continuare ad operare.

Sovcomflot è la società statale russa di trasporto marittimo, specializzata in idrocarburi. E’ la più grande della Russia e una delle maggiori nel mondo. Con alcune variazioni sul tema, essa è nel mirino della complicata giungla delle sanzioni istituita da UE,  USA e Gran Bretagna. In particolare, l’UE vieta di avere qualsiasi rapporto con Sovcomflot. Inoltre UE, USA e Gran Bretagna vietano di assicurare, o ri-assicurare, le petroliere russe.

Nelle intenzioni, in questo modo si sarebbe colpito il tallone d’Achille del petrolio russo.  Per usare le parole della Commissione Europea, il divieto di assicurare le petroliere avrebbe reso alla Russia particolarmente difficile continuare ad esportare greggio in tutto il mondo, dal momento che gli operatori occidentali ricoprono un ruolo importante nei servizi necessari a questo settore.

Le società russe hanno già provveduto a fornire l’assicurazione e la ri-assicurazione alla flotta di Sovcomflot. Ma per ottenere un’assicurazione e per navigare è utile anche la certificazione di sicurezza che gli occidentali – di gran lunga dominanti nel settore – non volevano più concedere. Ha provveduto appunto il Registro Navale dell’India.

Società occidentali di assicurazione e certificazione navale senza più clienti russi, ma navi russe fornite di assicurazioni e certificazioni. Occidente (quasi) senza più petrolio russo, ma Russia che continua tranquillamente a vendere petrolio e ad incassare denaro. Ecco il bell’effetto delle sanzioni.

GIULIA BURGAZZI

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