Le mille e una gaffe di Joe Biden

Lo chiamavano “l’uomo dei 100 giorni”. Il  4 dicembre del 2020 Biden si rivolgeva così ai cittadini americani, promettendo che in appena poco piu’ di 3 mesi avrebbe sconfitto il covid. Biden, un vero e proprio eroe di altri tempi in stile Superman che avrebbe riportato unità nazionale, salute e prosperità.  Non solo. Biden era talmente sicuro di quel che diceva che quel giorno si sbilanciò e aggiunse “solo tre mesi, nè un giorno di piu’ , nè un giorno di meno”, un po’ come l’italico “chiudiamo solo 15 giorni e ripartiamo meglio di prima”, che ricorderete sicuramente tutti nel marzo dello scorso anno.

I cento giorni son terminati da tempo, come i nostri 15 d’altra parte, ma non pare che le sue politiche abbiano avuto molto successo. O meglio, dipende da cosa si intende per successo, perchè se da un lato i suoi indici di gradimento si sono abbassati in maniera considerevole, altri numeri invece si sono invece alzati e di parecchio. Tantissimi oggi sono i cittadini americani che ormai senza alcun freno vanno scrivendo sui social il proprio disappunto, così come tantissime sono le figurette che Biden ha collezionato in questi ultimi 12 mesi, tra supposta demenza senile e autoironico disimpegno. 

Ne abbiamo viste davvero di tutti i colori. Si ricordi  il maldestro tentativo di salire le scale dell’aereo presidenziale,  oppure le amnesie al G7, quando Biden disse che la regina Elisabetta gli ricordava tanto sua madre, oppure confondendo la Libia con la Siria disse “Libia, Siria, tanto ci capiamo“. Oppure, chi ha dimenticato quei movimenti peristaltici di Joe di cui si fece un gran parlare al COP26? Sicuramente non Camilla Parker Bowles che  ne commemorò le gesta per giorni al rientro a casa. E con il passare del tempo, le “mancanze”  sono solo cresciute sia in numero che in grandezza .

Parlando alla nazione dei problemi delle catene di approvvigionamento appena un mese fa,  Joe Biden ha tenuto un discorso su come intendeva risolvere la questione che stava e sta angustiando molti settori commerciali americani. All’improvviso si sente il presidente che dice “virgolette” e “end of quote”, fine della citazione. Si sa, il presidente non si presenta in pubblico senza il “suo migliore amico”  e anche in quella occasione guardando il gobbo non ha fatto a meno di leggere proprio tutto. La conferenza stampa è andata avanti tra l’imbarazzo enorme dei presenti, ma non la sua.

Le festività natalizie non hanno sicuramente tradito le nostre aspettative, regalandoci altre perle di grosso calibro.

Qualche giorno fa, in giro per Washington DC, Jill & Joe si sono fermati a vedere gli alberi di Natale che erano stati allestiti in giro per la città. Vengono richiamati dalla vista di un bell’abete, che, decoratissimo, al posto della stella, aveva sulla punta il faccione di Jill ritagliato in cartone e varie altre decorazioni non proprio ortodosse, come la sagoma di Joe con gli occhiali da sole, o come le palline riportanti la scrittalet’s go Brandon. Affatto corrucciati, i due si sono fermati orgogliosi a fare le foto con la proprietaria del ristorante che aveva allestito l’albero e sono ripartiti.

Ancor piu’ recente è il Norad del  24 dicembre. Per la vigilia di Natale, la coppia presidenziale è stata invitata al  classico evento natalizio durante il quale si interagisce telefonicamente con i cittadini, mentre  i bambini seguono il viaggio di Babbo Natale sullo schermo. Ad un certo punto, un uomo chiama dall’Oregon e Jill & Joe sorridenti ed eccitati accolgono la chiamata, si scambiano gli auguri e poi salutandoli, l’uomo dice e comunque Let’s Go Brandon”. Joe risponde un incredibile “è vero, sono d’accordo con te, let’s go Brandon”, esponendosi al pubblico ludibrio.

Il  filmato ha fatto letteralmente il giro del mondo e non poteva che essere così, mentre  la stampa liberal-estremista si è affrettata nell’etichettare l’evento come una vergogna che sta diventando un segno distintivo dei supporter di Trump.

Ma questa volta non è proprio così. Il ripulito improperio a Joe Biden, ovvero let’s go Brandon,  ed i vari memes che ne sono nati, hanno unito la nazione molto piu’ di quanto non abbiano fatto i cento giorni di un anno fa. Un po’ ovunque nel paese sono comparsi gadgets natalizi e non, ed i supporter piu’ intraprendenti hanno addirittura aperto  interi negozi dedicati al merchandise con la scritta in vari colori e stili.

Chi lo avrebbe mai detto che le figurette del presidente avrebbero unito la nazione piu’ di qualsiasi ordine esecutivo mai firmato? E allora, forse, meglio che continuino.

MARTINA GIUNTOLI

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